Rapporto Caritas sul RdC: “Rafforzarlo, non abolirlo. Assistenti sociali essenziali”

Il presidente del Cnoas alla presentazione della ricerca: combattiamo la povertà a mani nude. Più servizi

“I dati della Caritas dimostrano come la misura di un reddito minimo sia fondamentale per equità e giustizia. Lo era e lo è ancora di più dopo i flagelli della pandemia”.

Lo ha detto Gianmario Gazzi, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, intervenendo alla presentazione del rapporto Caritas sul Reddito di Cittadinanza.

“Serve investire sui servizi, lo dicono chiaramente le persone, tutti i professionisti e il Governo ammettendo inaccettabili ritardi nel rafforzamento della rete territoriale – ha osservato – Se vogliamo veramente essere efficaci smettiamola di pensare che si sia poveri soltanto per mancanza di lavoro. Mancanza di istruzione, condizioni sociali e di salute incidono molto di più”.

Rafforzare e cambiare visione, chiedono gli assistenti sociali: nel 2020 sono stati spesi, soltanto per i bonus alimentari, 800 milioni, mentre il Fondo nazionale politiche sociali è di 295 milioni annui.

“Il nostro ruolo nel contrasto alla povertà è fondamentale. Oggi gli assistenti sociali strutturati presso ambiti sociali/comuni sono 8170. Se fosse rispettato il rapporto di legge 1/5000 dovrebbero essere 12000 Ne mancano quasi 6000 se si guarda all’obiettivo della Bilancio 2021”.
“Sono le persone che mettono in moto le misure, per rafforzare la lotta alla povertà, bisogna partire da chi la povertà la conosce e la combatte nel rapporto quotidiano con le persone. Noi – ha concluso Gazzi – combattiamo a mani nude”.