
Due giorni di confronto, ampio e articolato, per dare spinta e forza alla professione di assistente sociale. Due giorni a Rimini, Cnoas, Croas e Fnas, per la Conferenza dei presidenti e degli uffici di presidenza anche per conoscersi – quasi tutti i Consigli regionali sono andati a elezione in questi mesi – e riconoscersi impegni e obiettivi: non “un momento di saluti, ma di rilancio”, ha detto la presidente Rosina aprendo l’evento. Due giorni anche di studio, di esercitazione con i collaboratori del Consiglio nazionale, per approfondire temi quali comunicazione mediatica, public affairs e relazioni istituzionali, procedure dell’attività amministrativa.
Accolti dalla presidente del Croas Emilia Romagna Maria Letizia Valli e dopo il saluto e l’apprezzamento della consigliera regionale Alice Parma e di Mirco Tamagnini, direttore socio-sanitario Ausl Rimini, la presidente Barbara Rosina ha dato il via alla Conferenza ripercorrendo la strada fatta e, soprattutto, calendarizzando gli obiettivi futuri. Non prima di ricordare e solidarizzare con la mobilitazione che proprio in quelle ore stava portando in piazza milioni di italiani e tante e tanti assistenti sociali, per accendere i riflettori sulla strage di Gaza.
“La nostra forza non sta nei numeri – ha anche detto Rosina – Non siamo una professione enorme, e lo sappiamo: in Italia siamo meno di 48.000. Non saremo quindi mai una categoria capace di imporsi solo per quantità. La nostra forza sta nel mandato istituzionale che ci lega alla Costituzione e al Codice deontologico, nella credibilità che deriva dall’essere al servizio dei diritti delle persone e non di interessi di parte. La nostra voce è autorevole non perché siamo tanti, ma perché rappresentiamo una professione che difende i principi di uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà. Siamo una comunità professionale che non difende sé stessa, ma che si mette al servizio del Paese, dei più fragili, della giustizia sociale”.
“Il compito dei consigli territoriali è fondamentale. Siete la prima frontiera della rappresentanza e della prossimità agli iscritti – ha ricordato anche alle nuove presidenze dei Croas – Non possiamo dimenticare che se non vogliamo essere soltanto gestori di enti pubblici non economici ma istituzioni di garanzia, dobbiamo fare rete tra nazionale e territoriale: condividere strumenti, coordinare posizioni, sostenerci reciprocamente”.
Come ribadire che l’unione fa la forza e dandosi a appuntamento a novembre, il 19 e il 20, a Roma.
