Istat, Corte Costituzionale, Valditara e l’art. 3: torniamo a pungere su HuffPost

I dati Istat sulla povertà crescente, la sentenza della Corte Costituzionale sulla possibilità anche per i single di accedere all’adozione di minori stranieri, la circolare del ministro Valditara sul divieto di uso del linguaggio inclusivo nei documenti ufficiali della scuola… E il faro dell’Articolo 3 della nostra Costituzione si spegne e si accende…
Ecco perché siamo la spina nel fianco di tutti i governi. Ne scriviamo su Huffington Post.

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Abbiamo detto più volte in queste settimane che le e gli assistenti sociali sono la spina nel fianco di tutti i governi.

Presunzione? Provocazione?
No, una triste e importante responsabilità quella di essere grilli parlanti. La responsabilità di chi, impersonando la voce della coscienza, cerca di orientare verso le scelte giuste.

Sono di queste ore numerosi articoli a commento dei dati 2024 sulla povertà che ISTAT ha appena rilasciato nel rapporto “Condizioni di vita e reddito delle famiglie anni 2023- 2024”.
Dove stanno la dignità sociale e l’uguaglianza senza distinzioni ribadita dalla costituzione in queste situazioni?
Le e gli assistenti sociali incontrano situazioni preoccupanti, persone con pochi diritti, spesso non rispettati, quotidianamente. Vediamo ogni giorno aumentare il numero delle persone che, fino a ieri riuscivano a barcamenarsi e oggi non ce la fanno più. Non soltanto i ‘poveri da sempre’ ma i nuovi poveri: lavoratrici e lavoratori sottopagati/i, donne sole, persone anziane o disabili…
L’Istat conferma le nostre osservazioni, ma se non fossero questi dati a far entrare nelle nostre case, tramite la diffusione dei media, il tema della povertà crescente, non ne sentiremmo parlare mai.
Vorremmo che la politica, maggioranza e opposizione impegnate ad attenuare distinguo interni, leggessero con attenzione questi dati: un italiano su quattro è a rischio esclusione! Assistiamo ad una grave ingiustizia generazionale che in Italia colpisce bambine, bambini, adolescenti- quella dei minori è la più povera rispetto a tutte le altre fasce di età – e vorremmo che chi governa e chi no, oggi stesso, annunciassero, ognuno per la propria responsabilità, un provvedimento che inverta quella che sembra un’inevitabile rotta.
Sempre di questi giorni un passo avanti nella direzione dell’articolo 3.
La Corte costituzionale con la sentenza numero 33 ha dichiarato incostituzionale l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero.
Sanno bene gli assistenti sociali, ma anche larga parte della nostra società, che l’obiettivo dell’adozione e’ quello di garantire al minore un ambiente stabile e armonioso e le persone single, così come le coppie, devono essere valutate per verificarne l’idoneità. Per ogni singola situazione bisognerà valutare che chi adotta assicuri affetto, educazione, istruzione…
L’esclusione a priori non è giustificata, dice oggi la Corte. E’ questo un precedente importante ed è possibile che la sentenza venga usata per chiedere l’apertura ai single anche dell’adozione nazionale.
Una buona notizia, quindi, ci auguriamo che il sistema giuridico insieme agli esperti nel campo della tutela dei minori, inizi a confrontarsi sull’esclusione di tutte le altre formazioni familiari diverse dal matrimonio tradizionale, in una visione di famiglia ferma da anni alla quale non crede neanche chi la difende.

Di contraddizione in contraddizione il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato una circolare a tutte le scuole italiane vietando l’uso dell’asterisco e della schwa nelle comunicazioni ufficiali con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme linguistiche e preservare la chiarezza della comunicazione. Ora, può piacere o non piacere, io personalmente non lo uso e declino le parole, ma ho la certezza che serva una riflessione e non basta una circolare per risolvere una questione importante che riguarda la costruzione di un linguaggio inclusivo.

Secondo la Costituzione tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Fino a quando non sarà davvero possibile garantire questo articolo (e tutti gli altri) le e gli assistenti sociali saranno una spina nel fianco di tutti i Governi.