
“L’impegno a riconvocarci entro la fine dell’anno, appena dopo la presentazione della Legge di Bilancio – aggiunge Gazzi – ci dà la possibilità di mettere nero su bianco le diverse proposte che potranno incentivare la scelta di un lavoro autonomo senza che questa significhi solo precarietà, ma un’opportunità di crescita sicura e dignitosa. La pandemia ha soltanto reso chiaro a tutti quanto sia necessario disporre di professionisti preparati ad affrontare le emergenze, ma ha anche evidenziato l’assenza di tutele adeguate per chi non ha un lavoro dipendente. Senza dimenticare che il tema dell’equo compenso riguarda anche le pubbliche amministrazioni – non dimentichiamo appalti comunali per esternalizzazioni a 12 euro lordi l’ora per il servizio sociale e bandi a “titolo gratuito” – siamo pronti a collaborare per ripensare il rapporto delle professioni con le istituzioni e la collettività”.
