
Non chiudere le porte mentre si apre un profilo, parlare e ascoltare invece di postare, fermare lo sguardo piuttosto che distoglierlo, attivare e coinvolgere volontariato e professionisti invece di screditare chi ha come finalità esistenziale l’aiuto alle persone, a cominciare dai più piccoli e dai più fragili.
La tragedia di Ponte Lambro a Milano, dove una bimba di 16 mesi è morta di stenti, ci addolora profondamente, ma nessuno può puntare il dito o chiamarsi fuori.
Sarà la magistratura a stabilire le colpe e le responsabilità della madre che l’ha lasciata da sola in casa per una settimana, ma mentre oggi appaiono palloncini bianchi e peluche e l’intero quartiere organizza una fiaccolata in memoria di Diana, spirata accanto a un biberon semipieno e a una bottiglietta di tranquillanti, ci sentiamo di fare appello all’umanità di tutti e di ciascuno.
Solitudine e indifferenza sono gli ingredienti di drammi che suscitano buoni sentimenti soltanto nel momento in cui si compiono. Attenzione, sostegno, coinvolgimento, aiuto…potrebbero evitarli.
Ne abbiamo parlato con Monica Coviello su Vanity Fair
