Ballando “La Vacinada” all’Unità spinale. Contro il Covid e non solo

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Sta arrivando una nuova estate, la seconda che viviamo in periodo di pandemia, con tutto il suo carico di aspettative per vivere emozioni di spensieratezza, allegria ed ironia e per buttarci dietro questo penoso inverno con l’auspicio che sia, questa volta, davvero l’ultimo.

Nel reparto di Unità Spinale Unipolare (USU) dell’Azienda Ospedaliera di Perugia dove lavoro da quasi vent’anni come assistente sociale specialista le conseguenze emotive, psicologiche, relazionali e sociali sono state davvero devastanti.

In USU trattiamo persone che subiscono una lesione al midollo spinale, che li catapulta all’improvviso da una condizione di normalità fisica ad una condizione di persone con disabilità gravissima.

La maggior parte dei pazienti sono giovani che hanno incidenti stradali, con la macchina o su due ruote, infortuni sul lavoro, e più raramente malattie nel midollo spinale improvvise.

Certamente tutti hanno il fato contrario, poiché una lesione midollare è una lesione totalizzante: lede il fisico, arti esterni ed organi interni, lede la mente e lo schema corporeo, lede la situazione familiare, lavorativa, abitativa ed economica.

Bisogna ricominciare tutto da capo.

A ricostruire il corpo, per quel che si può, a riassettare quindi la mente con la percezione di un corpo che non risponde più ai comandi volontari, a ricomporre un equilibrio familiare nel ruolo di partner, genitore, figlio, a dover reinventarsi un nuovo ruolo lavorativo, rimettersi a studiare, a riadattare casa privandola delle barriere architettoniche ed a trovare i soldi necessari a tutto ciò, ed infine capire come ricollocarsi nel contesto più relazionale e  sociale che ridia dignità e quella autonomia ed indipendenza tanto ambita e faticosamente riconquistata.

 

Durante il periodo pandemico accanto ad una diagnosi e prognosi così devastante i nostri pazienti non hanno potuto avere il conforto di un familiare, di un amico, né poter fare attività socializzanti come arte terapia, pet-therapy, pranzare insieme in soggiorno, fare uscite programmate con i fisioterapisti, fare i week end a casa per iniziare un graduale reintegro nel domicilio.

Nulla.

Tutto sospeso causa Covid-19.

 

Erano, questo sì, coccolatissimi dalla nostra equipe composta da medici, infermieri, fisioterapisti, assistente sociale e psicologa e ci siamo inventati di tutto, dal counseling online, alla pet-therapy attraverso i vetri delle finestre, alla musica nelle camere, ai cori “gospel” nei corridoi da una camera ad una altra mentre guardavamo l’Italia che cantava dai balconi, musiche in palestra, alle riunioni in videoconferenza con i familiari ed amici.

 

Ed è stato così che, tra una canzone ed un’altra ho avuto l’idea di lanciare all’esterno dell’Ospedale quella voglia di rinascere e di dire al mondo che noi si, ce la stiamo facendo, pazienti ed operatori delle Unità Spinali Unipolari insieme con resilienza e caparbietà a sconfiggere questo virus ballando sulle note dolci di una ironica bachata.

 

E’ nata così’ la Challenge “La Vacinada” dell’Unità Spinale Unipolare dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, frutto del lavoro multidisciplinare in cui si respira un clima organizzativo positivo e propositivo ed il merito di questo va a tutto il personale sanitario che ha risposto positivamente a questa mia, un po’ folle idea, ed ha sposato appieno la missione professionale ed umana di questa struttura complessa di alta specialità  che sta avendo un rilancio mediatico francamente a noi inimmaginabile, ma che oggi ci riempie davvero di commozione ed orgoglio.

 

La finalità di questa iniziativa è quella di veicolare un messaggio positivo e di resilienza rispetto al periodo pandemico, vissuto in prima linea sia dagli operatori sanitari che dai pazienti e loro caregiver, su totale spirito volontaristico e di spensierato divertimento dagli operatori sanitari della struttura insieme ai pazienti, con lesione al midollo spinale ed ai loro familiari sul brano musicale del noto artista pugliese.

 

Il progetto multidisciplinare verrà ora inviato come challenge a tutte le altre Unità Spinali Unipolari italiane come “sfida” goliardica che miri a sensibilizzare la popolazione civile sui temi legati al mondo della persona con disabilità.

M. M. Umbria