
La Rivista di Servizio sociale, – giornale della SocIss e gestito in collaborazione con Istisss – è stata riconosciuta dall’ Agenzia di valutazione del sistema universitario della ricerca come una pubblicazione di classe A ed è la prima pubblicazione che è specificamente prodotta da e rivolta ad assistenti sociali che ottiene questo riconoscimento.
Ma cosa significa questo riconoscimento importante che premia la qualità del lavoro delle ricercatrici e dei ricercatori italiani di servizio sociale? “In Italia le riviste sono classificate dall’ Anvur a seconda dei criteri di scientificità – spiega Silvia Fargion, professoressa ordinaria dell’Università di Trento e direttrice responsabile della rivista – Il primo livello di riconoscimento è quello di rivista scientifica, il livello più alto è quello di rivista di classe A. Essere di classe A significa che da questo momento in poi pubblicare su questa rivista costituisce un titolo che è riconosciuto a livello accademico, ed è utile per ottenere contratti di insegnamento, per acquisire l’abilitazione nazionale e per concorrere per una posizione universitaria”.
“Questo è un risultato importantissimo, frutto di un lavoro di squadra che ha visto la collaborazione di molti colleghi, in primis Alessandro Sicora e Maria Lorenzoni Stefani, e la professione unita. In particolare è il risultato di un’alleanza tra chi è impegnato nei servizi sociali e coloro che praticano nei contesti accademici formativi e di ricerca – aggiunge la docente di Sociologia e Servizio Sociale – Questo è ciò che caratterizza la nostra area disciplinare ed è stato il nostro punto di forza. Il fatto che l’Agenzia di valutazione del sistema universitario della ricerca abbia riconosciuto la nostra Rivista in classe A rappresenta una legittimazione importante della nostra area disciplinare, legittimazione che ci impegniamo a mantenere e sviluppare. Voglio sottolineare un ultimo punto – conclude la professoressa Fargion -, se una pubblicazione rappresenta un titolo riconosciuto per le carriere accademiche, la Rivista può sostenere e promuovere l’ingresso in università di esperti in servizio sociale. Questo è un elemento fondamentale per sviluppare ulteriormente la formazione e una ricerca che promuova il costante sviluppo della professione di assistente sociale”.
“Come Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali, ci congratuliamo vivamente con chi ha contribuito a questo importante risultato e ribadiamo il nostro impegno nel sostenere iniziative che valorizzino la ricerca e l’innovazione nel servizio sociale – anche la presidente dell’Ordine, Barbara Rosina, commenta il riconoscimento della rivista – Un traguardo di straordinaria importanza per la nostra comunità professionale. Questo risultato non soltanto attesta l’eccellenza del lavoro svolto da ricercatrici e ricercatori nel campo del servizio sociale, ma sottolinea anche la maturità e la rilevanza scientifica della nostra disciplina nel contesto accademico italiano. La costruzione di un sapere scientifico condiviso è essenziale per affrontare le sfide contemporanee del Welfare, e una rivista accreditata a questo livello può contribuire a dare maggiore peso alle evidenze empiriche e alle innovazioni nei servizi sociali”.
