Alleanza: “Aggiornare il Rdc”, al ministro Orlando i primi dati della ricerca

Un primo rapporto e poi, con l’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio 2022,  il completamento della ricerca. L’Allenza contro la Povertà in Italia, di cui facciamo parte, ha consegnato nei giorni scorsi al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, i primi risultati di uno studio che ci ha coinvolto e ci coinvolgerà nei prossimi mesi.  La povertà, come sosteniamo da tempo e come abbiamo ripetuto all’avvio del Reddito di Cittadinanza, non è soltanto legata alla mancanza di lavoro e la pandemia con le solitudini che si è portata appresso, lo ha confermato. Per questo non soltanto sostegno economico, ma servizi. Non monadi che agiscono in solitudine e spesso non comprendendo quale sia il problema, ma equipe multidisciplinari per bisogni multidimensionali.

Per una completa informazione sull’importante ricerca, ecco il testo.

Intanto, in breve, le principali richieste scaturite dallo studio:

  • ampliare la platea del RDC, superando penalizzazioni per le famiglie numerose con figli minori e quelle composte da stranieri;
  • implementare i percorsi d’inclusione sociale attraverso l’analisi preliminare per la presa in carico multidimensionale dei beneficiari;
  •  rafforzare i percorsi di inclusione lavorativa del Rdc per affrontare l’impatto della pandemia sui lavoratori;
  • favorire un adeguato sostegno economico che permetta di fuoriuscire da una condizione di povertà con la progressiva emancipazione per chi ha redditi bassi e irregolari;
  • garantire, nel medio periodo, il cumulo tra reddito da lavoro e beneficio di RdC.

    “Come ha sottolineato il ministro Orlando – spiega il presidente Gazzi – è ora di smettere di criminalizzare la povertà, i poveri. Gli strumenti ci sono, ma vanno perfezionati alla luce dei risultati raggiunti e adeguati alle nuove situazioni imprevedibili fino a un anno e mezzo fa. La vera sfida è sui servizi, dovremmo averlo capito”.

Allegati

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pdf Ricerca_Povertà_Alleanza_DEF