
Il contributo che le donne hanno saputo esprimere sul piano delle conquiste sociali, economiche e politiche è così grande che si fatica a racchiuderlo nella sola celebrazione della Giornata internazionale dell’ 8marzo. E’ il grado di autonomia, libertà, emancipazione delle donne a misurare il livello di civiltà di tutte le società in cui milioni di donne lavorano, mettono a disposizione professionalità, competenze e impegno per lo sviluppo dei loro paesi. Ma quella che oggi dovrebbe essere una giornata di festa – pur in una situazione difficilissima a causa del Coronavirus – per ricordare il lungo percorso di liberazione che le donne hanno compiuto, non può trascorrere senza ripensare all’impressionante numero di femminicidi, maltrattamenti, violenze e minacce contro le donne, in Italia e nel mondo.
Noi assistenti sociali conosciamo bene questo fenomeno e i suoi numeri dietro ai quali si nascondono storie di profonda sofferenza, di solitudine, di paura. Senza contare che oltre il 90% tra noi è donna e che sempre più spesso come professioniste siamo vittime noi stesse di violenza e minacce. Invertire questa tendenza non è facile: si tratta di operare in modo incisivo e capillare nel tessuto sociale di un intero paese che va ricondotto a toni, modi, linguaggi e comportamenti ispirati al rispetto e alla civiltà.
Tentare di essere migliori per consegnare un’Italia migliore alle nuove generazioni deve diventare un impegno comune. E proprio su questo terreno le donne hanno tanto da offrire: creatività, tenacia, intelligenza, coraggio e determinazione. Esattamente le caratteristiche con cui ogni giorno combattono la loro battaglia per il riconoscimento dei loro diritti, della parità salariale, della pari rappresentanza di genere.
L’Italia ha bisogno di unità e lo percepiamo con maggiore nettezza in questo difficile passaggio. Abbiamo bisogno e stiamo approfittando dell’intelligenza delle scienziate, delle ricercatrici, della sensibilità, dell’abnegazione, della responsabilità, del coraggio, di dottoresse, infermiere, professioniste socio-sanitarie. Abbiamo bisogno di una società più consapevole che non ci sarà futuro senza il contributo di tutti e senza che le stese opportunità siano garantite a tutti. Poche cose come le battaglie per il futuro delle nuove generazioni dovrebbero unire un popolo.
L’Ordine degli assistenti sociali sarà sempre, non soltanto l’8 marzo, al fianco delle donne, di tutte le donne.
