
Con l’introduzione della consigliera nazionale con delega al Servizio Sociale del SSN, Sissj Flavia Pirozzi e le conclusioni della presidente Barbara Rosina, il Cnoas ha partecipato al convegno: “Percorso Salute Croas Campania: stato dell’arte del Servizio Sociale in Sanità”.
Promosso dall’ordine regionale, per fare il punto sul percorso sviluppato in questi anni e sulle prospettive, l’evento ha affrontato i tanti temi connessi: continuità della cura, reti territoriali, integrazione sociosanitaria, prossimità e ruolo del servizio sociale professionale, trasformazione della sanità territoriale…
«Una struttura non diventa ‘della comunità’ semplicemente perché lo abbiamo scritto sulla porta – ha sottolineato Pirozzi – La salute dipende anche dalle condizioni abitative, dal reddito, dalle relazioni, dalla presenza di reti e dalle opportunità offerte dai territori. Da qui la necessità di un Servizio sociale professionale strutturato, presente dalla valutazione alla progettazione, dalla presa in carico alla verifica degli esiti”.
Nelle conclusioni, la presidente Barbara Rosina ha richiamato con forza il tema delle disuguaglianze territoriali: “Quando i servizi sono diseguali aumenta la fatica delle persone, ma anche quella delle professioniste e dei professionisti chiamati ogni giorno a rendere concretamente esigibili i diritti – ha detto – Non possiamo continuare a chiedere alle colleghe e ai colleghi di compensare con la propria responsabilità professionale ciò che manca nei sistemi”.
Uno sguardo al presente, dunque, ma soprattutto al futuro, anche in vista del prossimo rinnovo del Consiglio regionale. Invitando alla partecipazione ogni assistente sociale della Campania, Rosina ha lanciato un monito a chi sceglierà di mettersi a disposizione della professione: “Abbiate ambizione. Non quella personale, ma quella per la professione. L’ambizione di costruire un Ordine che non si limiti ad amministrare l’Albo, ma sappia conoscere i territori, ascoltare la comunità professionale, produrre pensiero, costruire alleanze istituzionali e portare la voce delle e degli assistenti sociali nei luoghi in cui si decidono le politiche. Un’ambizione che richiede rigore, competenza, credibilità, responsabilità e senso delle istituzioni, nella consapevolezza che rappresentare un Ordine non significa rappresentare sé stessi o il proprio gruppo, ma un’intera comunità professionale. Provate a costruire ciò che ancora manca”.
