
Le nostre impalcature, i nostri telai, i pozzi, i trattori… sono spesso i nostri uffici, le nostre macchine, i muri delle nostre città o i luoghi dove arriviamo. Chiediamo sicurezza e dignità sempre e con voce più alta quando ci aggrediscono mentre lavoriamo, ci minacciano nella nostra vita privata o disegnano svastiche e scrivono intimidazioni accanto ai nostri nomi e ai nostri volti. Un pugno, una martellata, un atto vandalico, un insulto urlato o scritto in email minacciose ha colpito il 90% di noi.
Le e gli assistenti sociali, nella giornata della Festa del Lavoro tornano a chiedere:
*l’adozione urgente di un Piano nazionale per la sicurezza nei servizi sociali pubblici;
*l’estensione del patrocinio legale e del supporto psicologico, se richiesto, a chi è vittima di aggressioni, indipendentemente dall’organizzazione in cui lavora;
*una campagna pubblica per contrastare delegittimazione e informazioni distorte, che rilanci e renda chiaro l’importanza del loro ruolo.
