Senior Co-Housing: presentate le linee guida, ora risorse e formazione

Sono state presentate ieri,  martedì 16 dicembre, al Comitato interministeriale per le politiche a favore delle persone anziane  (CIPA) di cui il CNOAS è componente, le Linee guida in materia di Senior Cohousing e Cohousing intergenerazionale, elaborate dal Tavolo tecnico costituito presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali. Un documento su cui si è aperto un confronto costruttivo e sul quale si potrà lavorare insieme agli altri.

“Queste  Linee Guida sono uno strumento importante  per la programmazione degli enti locali – ha detto, intervenendo, la vicepresidente Mirella Silvani – il CNOAS riconosce il valore innovativo dei modelli di cohousing fondati sull’integrazione tra servizi e comunità e apprezza gli obiettivi espressi nelle Linee guida in tema di politiche dell’abitare al passo con i cambiamenti demografici, antropologici e sociali del nostro Paese. Il documento apre a scenari di rigenerazione urbana basati su un nuovo modo di intendere la convivenza sociale. Per questo crediamo che sia fondamentale promuovere un cambio culturale ampio  che coinvolga i professionisti insieme a dirigenti e politicy maker. L’investimento in questo senso sarà strategico per l’ideazione e la messa a terra di progetti che incontrino non solo chi è anziano oggi, ma anche le persone adulte che lo saranno domani”.

Silvani ha sottolineato che la realizzazione della Riforma della non Autosufficienza  richiede un rinforzo omogeneo dei servizi sociali, degli Ambiti territoriali: “Le azioni messe in campo dal Ministero vanno in questa direzione, ma le differenze nei territori sono ancora un limite all’esigibilità dei diritti e all’uguaglianza di opportunità per i cittadini e su questo l’impegno di tutti, a partire dal legislatore centrale deve essere massima. Se vogliamo che i progetti di co- housing  prendano vita, serve chiarezza sulle risorse a disposizione ed è necessario investire nella formazione dei professionisti e dei dirigenti dei servizi sociali e sociosanitari e degli altri settori coinvolti, non sono sufficienti indicazioni chiare senza un cambio culturale e una nuova visione dei progetti di vita di chi è anziano”.