
“Guardiamo avanti, prendiamo il buono che ha prodotto uno dei più bui momenti per la nostra professione, uno delle peggiori aggressioni al Welfare e al sistema dell’affido che ha protetto, negli anni, centinaia di bambine e bambini. Un attacco mediatico e politico senza precedenti che è stato in parte smentito dagli accertamenti giudiziari e che ha costretto personaggi in vista sei anni fa, a tornare sui loro ‘mai’ e sulle loro posizioni”.
La presidente Cnoas, Barbara Rosina apre e chiude con la presidente lombarda Manuela Zaltieri l’importante convegno organizzato dal Croas su: “La legittimità dell’intervento di protezione minori: dal processo mediatico al processo giudiziario” che ha visto oltre 1000 assistenti sociali – 190 in presenza e 850 online – ascoltare e poi interloquire con magistrati, giuristi, scrittori, avvocati, politici e giornalisti.
Sei ore di formazione intensa a Palazzo Reale, a Milano, per non dimenticare Bibbiano, ma per andare oltre e non permettere mai più che si scateni quella tempesta perfetta “che ha fatto prima di tutto male ai minori”. Perché, se come ha ricordato la presidente Zaltieri, “la nostra professione mette al primo posto la protezione di chi non sa proteggersi da solo, oggi abbiamo aggiunto alcuni aspetti fondamentali di cui faremo tesoro”.
Una platea attenta che, al termine della giornata, ha espresso con domande e sollecitazioni, la propria soddisfazione per l’evento organizzato e che rende plasticamente visibile la necessità del confronto e del contributo di tutti gli attori che intervengono nella protezione dei minori e nel racconto della cronaca che a volte li coinvolge.
