
“Dov’erano gli assistenti sociali? Sono stati loro, sono stati gli assistenti sociali! Colpevoli di non esserci, colpevoli di esserci. Una narrazione, che per fortuna sta diventando un’eccezione e che non corrisponde alla realtà, colloca la nostra professione sempre fuori posto, spesso anche nei casi di abuso e maltrattamento dell’infanzia. Ma lavorare per prevenire, per esserci, per fare la cosa giusta rappresenta una sfida che richiede l’intervento coordinato di servizi e professionalità diverse. Un approccio integrato, in cui tutti gli attori coinvolti – forze dell’ordine, giustizia, servizi sociali, sanitari, educativi e della cura – condividano la responsabilità dell’intervento e parlino la stessa lingua”.
Abbiamo partecipato, con la presidente Barbara Rosina, a Firenze, alla tavola rotonda organizzata durante il convegno della Giornata conclusiva del Progetto DREAM – Diamo Risposte Efficaci contro l’Abuso e il Maltrattamento all’infanzia – dal titolo: “Quale diritto alla cura nelle storie di abuso e maltrattamento?”.
“Insieme a realtà che abbiamo conosciuto da vicino anche nei nostri appuntamenti nazionali – ha ricordato Rosina – ci siamo interrogati, per la nostra parte, su cosa accada dopo la valutazione che risponde ai bisogni dell’autorità giudiziaria e al mandato di protezione, sulla nostra formazione e competenza, sulle novità introdotte dalla Riforma Cartabia, sulla violenza istituzionale. Per agire nel migliore dei modi, dobbiamo essere al nostro meglio, liberi da quei forti carichi emotivi e rischi di burnout a cui ci espone il lavoro con minorenni vittime di abuso e maltrattamento. Da qui la necessità della supervisione per noi unita alla consapevolezza che soltanto un agire anti-oppressivo, che accolga le istanze e le raccomandazioni di bambini e ragazzi che devono essere informati, ascoltati, supportati e partecipi”.
Rosina ha concluso riassumendo in quattro impegni la direzione che deve prendere la strada della tutela che metta al centro i diritti e il benessere dei minorenni: impegno istituzionale per risorse e servizi, formazione continua e condivisa, collaborazione multidisciplinare, coinvolgimento dei minorenni e delle loro famiglie nei processi decisionali.
