“Noi alla dirigenza delle Asl. Dalla realtà nel Lazio all’obiettivo Italia”

“Il ruolo che il Servizio Sociale ha nella realizzazione dell’integrazione sociosanitaria è importante dovunque, ma è concretizzato soltanto in alcune realtà territoriali tra le quali il Lazio che è la prima Regione ad aver conferito incarichi di dirigenza ad assistenti sociali investendo così nella nostra professione per migliorare l’organizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari delle ASL”.
Lo ha ribadito Mirela Silvani, vicepresidente dell’Ordine con delega alla Sanità e alla Salute, intervenendo all’importante e partecipato evento organizzato dal Croas del Lazio proprio p”resso la sede regionale. La presidente del Croas, Laura Paradiso, ha introdotto l’evento e ringraziato i relatori, tra i quali il presidente della Regione, Francesco Rocca e il suo assessore Massimiliano Maselli, l’assessore alle Politiche Sociali e della Salute, Barbara Funari, esperti e manager dell’attuazione del DM77/22 per lo sviluppo dell’assistenza territoriale.

“Quello che in questa Regione è già realtà – ha detto Silvani – è l’obiettivo che il CNOAS è impegnato a raggiungere in ogni parte d’Italia. Un obiettivo che non è nel solo interesse del riconoscimento, anche a livello dirigenziale della nostra professione, ma che intendiamo portare a termine per migliorare le risposte ai bisogni di salute delle persone e realizzare davvero l’integrazione sociosanitaria . La presenza della professione anche ai livelli apicali deve essere affermata in ragione dell’apporto che l’assistente sociale assicura al sistema sanitario e sociosanitario nei processi. Quello che sappiamo fare, che già facciamo, è delineare a livello strategico i bisogni emergenti, assicurare l’appropriatezza degli interventi, individuare le priorità di azione, concorrere alla programmazione sociosanitaria ed ai processi inter-istituzionali”.
La vicepresidente del Consiglio Nazionale ha concluso il suo intervento richiamando alla necessità di sempre maggiori competenze: “Per questo – ha detto – non ci fermiamo a quello che siamo. Siamo impegnate nella riforma dell’Ordine che deve portare con sé una più adeguata formazione accademica e specialistica. Obiettivi che sono stati confermati e rilanciati negli Stati generali della professione nel trentennale dell’istituzione dell’Ordine professionale e che perseguiamo ogni giorno davanti a chi deve decidere e permetterci di realizzarli”.