
“Fino a pochi anni fa non esisteva un settore specifico del Welfare dedicato all’assistenza alle persone anziane che erano viste soltanto come fruitrici di prestazioni sanitarie ed elargizioni monetarie. Non è più così grazie a una battaglia culturale che abbiamo combattuto in molti, ma se anche oggi abbiamo il Decreto legislativo n. 29/2024 che annuncia nel titolo ‘Politiche attive in favore delle persone anziane’, è necessario che dagli enunciati si passi a dare le gambe ai servizi sui territori”.
La consigliera nazionale Laura Paradiso ha partecipato all’evento che Anaste (Associazione Nazionale Strutture Territoriali e per la Terza Età) ha organizzato la scorsa settimana a Roma portando il punto di vista e i problemi che affrontano i professionisti assistenti sociali nella quotidianità accanto alle persone anziane.
“Continuiamo ad amare il nostro lavoro, i dati Cnoas, dicono che al netto dei pensionamenti, negli ultimi cinque anni abbiamo 8700 assistenti sociali che si sono iscritti all’Ordine – ha detto Paradiso – Ma, se non c’è una demotivazione ideale, rileviamo piuttosto uno scoraggiamento legato alla scarsa attrattività economica rispetto al costo della vita. Riconoscere il giusto valore alle professioni di cura è assolutamente necessario e non soltanto nel momento dell’emergenza, così come lo è la definizione dei ruoli del pubblico e del privato, del Terzo Settore, delle aziende sanitarie e dell’ INAIL”.
Paradiso si è soffermata, poi sulla qualità delle prestazioni sociali, sociosanitarie e sanitarie: “I diritti non sono sempre garantiti, o sono garantiti faticosamente – ha aggiunto – Per la nostra parte sappiamo quanto sia necessaria la riforma della professione e dei piani di formazione. Sono dieci anni che chiediamo una riforma dei percorsi universitari, dei percorsi di carriera di docenti strutturati nella materia di servizio sociale. Abbiamo bisogno di quella capacità di lettura dei sistemi, che consenta di identificare una realtà in cambiamento, per orientare le decisioni e le valutazioni politiche, per sostenere le scelte e accompagnare i cittadini con maggiori difficoltà”.
La consigliera nazionale ha chiuso il suo intervento richiamando tutti alla necessità di un approccio multidimensionale che “non si improvvista”, ha detto. “Insieme – ha concluso – dobbiamo superare la frammentazione, progettare e realizzare risposte unitarie e dare risposte complesse a bisogni complessi. Siamo tutti alla prova dei fatti”.
