
Una sala piena, una comunità professionale attenta e partecipe, un confronto aperto sul presente e sul futuro del servizio sociale.
Nei giorni scorsi si è svolto a Napoli l’evento promosso dal CROAS Campania che ha festeggiato così i trent’anni, richiamando assistenti sociali provenienti da tutta la Regione, a testimonianza di una professione viva e consapevole.
“Il servizio sociale è oggi una professione adulta e matura, che deve smettere di percepirsi e di raccontarsi come fragile o marginale – ha detto la presidente nazionale Barbara Rosina, intervenendo in una giornata ricca di contributi importanti tra i quali quello della presidente del Croas, Sissj Flavia Pirozzi, Livia Turco, Mara Sanfelici – E’ tempo di superare quella che possiamo chiamare la sindrome del brutto anatroccolo e riconoscere il valore quotidiano di una professione che opera nei contesti più complessi della società”
Nel corso dell’incontro si è riflettuto anche sul ruolo che la professione assume nel dibattito pubblico, soprattutto in occasione di fatti di cronaca drammatici. In questi casi, spesso, l’attenzione si concentra sulla ricerca di colpevoli, mentre resta in ombra la complessità dei sistemi e delle politiche sociali. Da qui l’invito della presidente Rosina a non sottrarsi al confronto, ma a contribuire con competenza e responsabilità a una narrazione più corretta del lavoro sociale. “Negli ultimi anni, grazie a un lavoro condiviso tra Consiglio nazionale e Consigli regionali, la professione ha conquistato nuovi spazi di ascolto: dalle audizioni parlamentari alle trasmissioni nazionali, fino al riconoscimento istituzionale del Presidente della Repubblica per l’impegno durante la pandemia. Un percorso che ha visto crescere anche la dimensione numerica della professione, passata dai circa 10.000 iscritti del 1997 agli oltre 48.000 del 2025”.
L’evento del Croas Campania è stato anche l’occasione per ribadire una visione chiara: il servizio sociale è una professione schierata a tutela dei diritti, capace di affrontare criticità ed errori in una logica di apprendimento e miglioramento continuo, non di difesa corporativa: “Rifiutiamo ogni semplificazione – ha concluso – e le letture binarie. Noi sappiamo di stare nei grigi della realtà e continueremo a lavorare, anche nei prossimi anni, per una riforma del sistema all’altezza delle trasformazioni sociali in atto”.
