
Ci siamo anche noi, con la presidente Barbara Rosina, all’opening della sesta edizione del Festival delle migrazioni che si snoda in vari luoghi di Torino e che attraverso il teatro, l’arte, il cinema e la letteratura, per cinque giorni, dà voce alle diverse sfaccettature del fenomeno migratorio.
“Da quattro anni – dice Rosina – riconosciamo il patrocinio a un evento che è diventato negli anni un punto di riferimento nazionale. Equilibri, disequilibri, cadute, i temi scelti per questa sesta edizione, caratterizzano l’incontro quotidiano degli assistenti sociali con persone con percorsi migratori e situazioni di vulnerabilità e fragilità. Come per le edizioni passate, apprezziamo particolarmente l’approccio multidimensionale del Festival che consente di parlare di un tema complesso, quello delle migrazioni, spesso ricondotto a narrazioni che creano un clima di sfiducia, paura, violenza ed intolleranza.
Gli assistenti sociali quotidianamente sono a fianco di persone che raccontano storie diverse di accoglienza, difficoltà, sofferenza, perdita di riferimenti ed affetti. Il racconto del nostro lavoro può combattere la propaganda anti immigrati, può avvicinare le persone a comprendere, accettare, riconoscere le unicità e le competenze, i desideri e le speranze poterlo fare insieme a chi ha strumenti e capacità narrative differenti e coinvolgenti, come i tanti artisti che partecipano al Festival costituisce un importante valore aggiunto”.
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