
“Ci sono ancora Regioni che non hanno alcun dirigente assistente sociale in servizio nelle Aziende Sanitarie e in quelle ospedaliere. Una scelta, un ritardo, un pregiudizio i cui effetti si ripercuotono sulle persone che per mille ragioni e con tante difficoltà si rivolgono al sistema salute del Paese. Lavoriamo, insieme ai territori, per superare questa situazione e in quest’ottica proponiamo alla comunità professionale, alla politica, alle istituzioni e ai numerosi interlocutori interessati al miglioramento del sistema salute nel nostro Paese, il documento ‘Linee d’indirizzo sulla Direzione del Servizio Sociale Professionale e sul Dirigente Assistente sociale nelle Aziende sanitarie e nelle Aziende ospedaliere’”. Così la presidente dell’Ordine. Barbara Rosina, presentando il testo predisposto nell’ambito del Tavolo Nazionale Dirigenza del CNOAS, coordinato dalla Vicepresidente Mirella Silvani, con il contributo di dirigenti in servizio nelle Aziende sanitarie delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Sicilia, Toscana e Umbria.
“E’ un documento con il quale l’Ordine Nazionale offre delle linee di indirizzo sulle funzioni e competenze dei dirigenti assistenti sociali, evidenziando il loro contributo strategico nel migliorare la qualità dell’assistenza e nel promuovere l’inclusione sociale nel sistema sanitario e sociosanitario italiano, attraverso l’organizzazione del Servizio Sociale Professionale nelle aziende sanitarie locali e ospedaliere – spiega la vicepresidente Mirella Silvani – A 25 anni dalla Legge 251/2000, che prevede l’istituzione del Servizio sociale professionale come area autonoma all’interno del SSN diretta da un professionista assistente sociale, nel corso dei quali la norma ha avuto un’applicazione disomogenea, il documento contiene anche le prime indicazioni per l’assetto organizzativo del Servizio Sociale Professionale (SSP) nelle Aziende “.
“Questo è il momento per garantire una struttura capace di leggere la domanda di salute ricomponendo gli aspetti clinico-assistenziali con quelli sociali. Una struttura capace anche di programmare e progettare interventi integrati; è evidente per chi è nei servizi, lo prevedono le riforme che impegnano oggi il Paese, lo propongono studi e approcci validati a livello internazionale – continua Rosina – Lo rendono necessario i fenomeni demografici e sociali a cui assistiamo: l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche, l’aumento dei problemi legati alla salute mentale di adulti e minorenni ai quali si accompagnano l’isolamento di molti giovani , la solitudine di tanti anziani e il sempre maggiore disgregarsi del legame sociale nelle comunità”.
Ecco dunque il documento che riconoscendo queste complessità che alcune realtà si ostinano a non vedere, le pone al centro dell’ampio spazio dedicato alle competenze e alla formazione del dirigente assistente sociale, perché sappia promuovere e attuare i cambiamenti , sia sul piano operativo che su quello strategico, per garantire un Servizio Sanitario Nazionale che sia veramente utile e vicino ad ogni persona.
