Al via il Tavolo Nazionale Disabilità: “Il nostro sguardo sulla riforma”

 

“Questo Tavolo costituirà le basi per uno sguardo della professione sullo sviluppo della riforma disabilità.  Avremo una visione su ciò che arriva e arriverà concretamente alle persone con disabilità e alle loro famiglie per potere individuare, a partire dalle realtà regionale, gli aspetti positivi e le criticità del nuovo sistema. Lo faremo tra noi, per primi, per poterci confrontare con la forza della realtà e non delle buone intenzioni o della propaganda, con i ministeri interessati, con l’Osservatorio nazionale disabilità e  con i rappresentanti del Terzo settore con cui è in atto da tempo una collaborazione”.

Mirella Silvani, vicepresidente e responsabile Salute, ha aperto così la riunione d’insediamento del Tavolo Nazionale Disabilità, costituito dal CNOAS e composto dai rappresentanti dei Consigli territoriali e regionali. Un nuovo spazio di confronto e coordinamento per l’azione dell’Ordine, in rappresentanza della professione e a tutela dei diritti delle persone. Come stiamo già sperimentando l’attuazione della legge di riforma per la disabilità che  prende avvio quest’anno, porta con sé cambiamenti  e sfide importanti per molti e coinvolge già direttamente numerose e numerosi assistenti sociali  impegnati nelle nove province ( Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste) dove, dal 1 gennaio 2025, è iniziata la sperimentazione della Valutazione di Base, della Valutazione Multidimensionale e del Progetto di vita così come previsti dal decreto legislativo 62/24.

Durante l’incontro che ha visto la partecipazione attiva dei territori coinvolti con domande, perplessità e condivisione di strategie già attuate, la  segretario Cnoas, con delega in tema di disabilità, Erika Tognaccini, si è soffermata proprio sul ruolo degli ordini territoriali: “E’  fondamentale  – ha detto – puntare l’attenzione su provvedimenti e linee di indirizzo regionali, e sulle iniziative di formazione già in atto. In questo modo i contenuti e le metodologie del servizio sociale faranno da guida nell’affrontare le opportunità della riforma e interverranno concretamente a fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.