
“Celebrando il WSWD non onoriamo soltanto una professione, ma una visione del mondo, una visione che è fatta di giustizia sociale, diritti, prossimità, dignità, inclusione. Una professione che non è la ripetizione di una serie di pratiche, ma una vera e propria infrastruttura culturale e politica che contribuisce alla costruzione della società nel suo insieme. Non si tratta soltanto di erogare servizi, dunque, ma di promuovere un disegno di futuro”.
I saluti istituzionali della presidente nazionale Barbara Rosina al WSWD del Croas Piemonte e Valle d’Aosta – che aveva guidato – sono un tuffo nel propria vita profesionale, tra colleghe, colleghi e amici, ma sono soprattutto l’occasione per ascoltare e condividere il percorso di un ordine che 20 anni fa contava 14mila assistenti sociali e che oggi supera i 48mila iscritti. E il suo intervento parte proprio da lì, dai ringraziamenti a chi con il proprio impegno nella rappresentanza ordinistica, territoriale e nazionale, lavora alla crescita di una professione senza “riconoscimenti, sconti e permessi”, a chi è in sala, a chi è rimasto a presidiare negli uffici, a chi studia servizio sociale, ai tutor, ai supervisori, ai docenti che preparano le e gli assistenti sociali di domani.
“Siamo la spina nel fianco di tutti i Governi, delle istituzioni territoriali perché ogni giorno cerchiamo di tradurre in pratica la nostra Costituzione che non è sempre applicata. Siamo segnalatori di problemi e per questo paghiamo un prezzo importante – ha detto – Ma non ci fermiamo e lavoriamo, al centro e nelle Regioni, per rafforzare la nostra rappresentanza, per promuovere la vera immagine della nostra professione, per influenzare a livello nazionale e nel territorio, le politiche sociali”.
Proprio mentre molti croas sono andati o vanno al rinnovo delle cariche, “grazie a chi si è impegnato e a chi si impegnerà”, la presidente Rosina ha richiamato alla necessità di “prendersi cura della nostra comunità. Perché soltanto così saremo più forti per aver cura delle persone. Siamo – ha concluso – una comunità che si trasforma e cresce, custodendo la memoria, ma aprendosi all’innovazione con il coraggio di immaginare e sperimentare risposte nuove alle sfide sociali sempre più ardue di ogni giorno”
