
Per alcuni, la proiezione del video “Grazie a chi ci ha detto grazie” che racchiude il messaggio di 48mila assistenti sociali a chi ha riconosciuto il valore e la necessità della professione. Per tutti il documento firmato dal Cnoas e da tutti i Croas: “Sosteniamoci, non perdiamo fiducia”
Dieci Consigli regionali hanno già celebrato la Giornata Mondiale del Servizio Sociale il 17 marzo e il 18 marzo: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta, Puglia, Toscana, Umbria, Veneto, gli altri lo faranno prossimamente.
Un giorno per riflettere e rilanciare la professione, in Italia e nel mondo. Un giorno per celebrarsi anche in uno dei tanti momenti difficili del servizio sociale.
“Per noi assistenti sociali non ci sono giorni facili – ha detto la presidente nazionale Rosina, in presenza a Genova, collegata in video in Veneto e nel video messaggio a Emilia Romagna e Piemonte – perché noi, a differenza di chi parla per interesse o senza sapere, lavoriamo per rendere visibile ogni giorno il vero significato del servizio sociale. Non con le polemiche, ma con la forza silenziosa e concreta dei fatti, delle relazioni costruite e dei diritti tutelati”.
Sale gremite, interventi importanti, confronto con le istituzioni territoriali, con le università, con tutte e tutti i protagonisti della rete a protezione dei più fragili.
Oggi è stata la volta della Sardegna, anche qui con un video messaggio della presidente Cnoas, poi il giro d’Italia continuerà perché con tutte le difficoltà, come è scritto nel documento Cnoas/Croas, le e gli assistenti sociali continuano a generare fiducia: “rimanendo fedeli ai principi che guidano la nostra professione e mettendo sempre al centro la dignità della persona, la promozione dei diritti e la giustizia sociale”
