
Abbiamo parlato di solidarietà tra le generazioni e abbiamo dimostrato, con video e parole, quello che facciamo per praticarla. Perché, ci crediamo davvero: soltanto insieme, senza confini d’età, possiamo contribuire a realizzare il benessere di ogni persona. Ecco il “Viaggio in Italia” che da Agrigento ha percorso il nostro Paese attraverso l’impegno di assistenti sociali rappresentati dai presidenti o dai delegati dei consigli regionali dell’Ordine. La presidente nazionale, Barbara Rosina, con la presidente di Fnas, Silvana Mordeglia e il presidente del Croas Sicilia, Giuseppe Ciulla, hanno dato il benvenuto e ceduto il palco – nella seconda giornata siciliana che stata la celebrazione nazionale del WSWD – alle esperienze territoriali.
“Il tema scelto quest’anno per sottolineare, nel mondo, l’importanza del servizio sociale, è una necessità in ogni ambito – ha detto Rosina aprendo la giornata – Ma io voglio declinarlo per noi perché il tema della solidarietà tra generazioni è fondamentale, oggi più che mai, per la professione di assistente sociale. Soltanto con la consapevolezza delle lotte fatte per il riconoscimento del nostro ruolo, riconoscimento che ci dobbiamo guadagnare ogni giorno e che dobbiamo difendere con l’orgoglio di chi ha ben chiaro che senza di noi l’Italia, il mondo, sarebbero più ingiusti, possiamo andare avanti e migliorare. L’esperienza insieme alle competenze e alle energie delle giovani generazioni di assistenti sociali che stanno cominciando ad esercitare la professione, devono fondersi in occasioni d’incontro e di scambio. Accogliere le e i nostri giovani, ma accogliere anche chi, insieme a noi, lavora per il ‘benessere duraturo’, psicologi, educatori… perché la storia dei servizi siamo noi”.
La presidente dell’Ordine ha chiuso il “Viaggio in Italia” ringraziando in primo luogo il Croas Sicilia per queste “due importantissime giornate che sono state un successo tra noi e fuori di noi, vista la partecipazione in presenza e on-line di oltre 5000 assistenti sociali e il riscontro mediatico del convegno che ha mostrato la forte connessione tra cultura e sociale”. E poi tutti i Croas che hanno partecipato le esperienze e le buone pratiche “investendo tempo ed energie straordinari, perché la nostra forza dipende soprattutto da noi – ha concluso Rosina – da quanto crediamo di fare cose che servono, da quanto le raccontiamo e le condividiamo”.
