
Eccoci, ci presentiamo tutte e tutti e, cercando di non fare troppa confusione, condividiamo con l’intera comunità professionale, volti, ruoli, competenze, obiettivi del Consiglio nazionale appena rinnovato.
1) L’Ufficio di presidenza, composto dalla presidente Barbara Rosina, dalla vicepresidente Mirella Silvani, dalla tesoriera Maria Sposto e dal segretario, Marco Diliberti garantisce indirizzo, coordinamento e funzionamento complessivo.
2) Le Commissioni consiliari, sono quattro strutture interne al Consiglio: etica, comunicazione, formazione continua, coordinamento attività. Le presidenze sono rispettivamente affidate a: Erika Tognaccini, Corrado Parisi, Angela Rosignoli, Elisa Concina.
3) I Gruppi di lavoro, sono sempre quattro e toccano i temi:
*professione (Danilo Ferrara, Carmela Francesca Longobardi, Giuseppe Palo, Laura Paradiso, Corrado Parisi, Angela Rosignoli);
*salute (Sissj Flavia Pirozzi, Mirella Silvani);
*minori e famiglie (Sissj Flavia Pirozzi, Valentina Prisciandaro, Erika Tognaccini);
*adulti (Elisa Concina, Marco Diliberti, Giuseppe Palo).
Ogni gruppo di lavoro è costituito da più deleghe (es: Barbara Di Vittorio, si occupa tra l’altro, anche di Leps e Supervisione) e ha referenti chiari. Questa suddivisione di compiti consente di monitorare processi esterni alle attività del Consiglio, presidiando ambiti istituzionali e supportando le decisioni attraverso la raccolta di dati e la produzione di approfondimenti e documenti.
4) I Tavoli nazionali sono 11 (Formazione continua, comunicazione, azione disciplinare, riforma della professione, università, aggressioni, giustizia, Leps e Supervisione, salute, disabilità, persone di minore età e famiglie) e sono costituiti da consiglieri del Cnoae e dei Croas e possono essere integrati, se necessario, da componenti della Fondazione nazionale o da esperti dei diversi temi.
“Abbiamo cercato di mettere insieme le nostre competenze e le nostre inclinazioni – dice Rosina – Siamo consapevoli che insieme, anche alla comunità professionale, potremo fare la differenza e lavorare sempre meglio per tutte e tutti noi e per tutte e tutte le persone che incontriamo nell’essere assistenti sociali”.
