UPB: Rosina, “Meno assistenti sociali, meno diritti”

“Che le e gli assistenti sociali rappresentino una figura essenziale per l’accompagnamento dei cittadini e per l’erogazione di servizi e prestazioni in tante situazioni di disagio, è chiarissimo a tutte e tutti noi che lo siamo. Che questo ruolo sia stato riconosciuto dal legislatore, lo dimostra la legge di Bilancio per il 2021 che ha introdotto uno specifico livello essenziale delle prestazioni (LEP) di un assistente sociale ogni 5.000 abitanti da garantire in ciascun ambito territoriale sociale (ATS), nonché un incentivo al raggiungimento di uno standard qualitativo riferito alla tipologia della loro assunzione. Che tutto questo non si sia pienamente realizzato e che il significativo cambiamento di questi anni non abbia portato all’eliminazione del dislivello fra territori del Nord e del Sud del Paese anche in termini di diritti, torna a certificarlo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio. Mancano ancora 1126 assistenti sociali per garantire il Lep ed è difficile assumere al Centro-Sud.

Barbara Rosina, presidente dell’Ordine degli assistenti sociali commenta la valutazione contenuta in un Flash dell’Ufficio parlamentare di bilancio relativo ai primi quattro anni di attuazione delle misure introdotte per il potenziamento dell’assistenza sociale.

“Dietro i numeri ci sono le persone e dove manca il Servizio Sociale si negano diritti – continua Rosina – Per rispettare anche lo standard qualitativo di personale stabile ci vorrebbero 2.677 assunzioni o stabilizzazioni in 352 ambiti territoriali sociali (Ats), per conseguire l’obiettivo quali/quantitativo oltre il Lep di un assistente sociale ogni 4.000 abitanti a tempo indeterminato, finanziato attraverso il contributo del Fondo povertà, bisognerebbe effettuare 4.607 assunzioni o stabilizzazioni in 472 Ats.
Come abbiamo ripetuto in tante occasioni avere personale stabile non è una richiesta di parte: le persone hanno bisogno della continuità dei professionisti, di instaurare un rapporto di fiducia, avviare percorsi di cambiamento. Non possiamo tollerare che queste siano costrette a ripetere le loro storie faticose ogni volta che arriva un nuovo assistente sociale, a cui, ovviamente non basta leggere quanto c’è scritto da chi l’ha preceduto per conoscere e agire. Le cose stanno migliorando, ma le assunzioni, le stabilizzazioni, sono difficili soprattutto nelle regioni meridionali. Il nostro impegno è per un’Italia di eguali, le amministrazioni usino i fondi, che ci sono, per garantire i diritti”.