Under14 punibili! “Quale risposta rende più sicuri?”. Rispondiamo a Vita

Legge anti-maranza, imputabilità a 14 anni, anzi no, a 13, baby gang… La politica poggia lo sguardo su ragazzi che sbagliano e reagisce all’emergenza che però i numeri del Dipartimento per la giustizia minorile non confermano. “Non imputabilità, non significa impunità, lo Stato interviene già – dice Barbara Rosina parlando con Sara De Carli di Vita in un bell’articolo denso di dati e privo dell’emotività suscitata da singoli casi e strumentalizzata – Ma quale risposta rende davvero più sicure le nostre comunità”.
E i dati, governativi, dicono che sono stati 153 gli under14 in carico agli Uffici di Servizio Sociale per i minorenni nel 2025 su 11.460: l’1,3%. Uno su 75. Sono questi i numeri dell’emergenza!
E chi sono? Domanda la giornalista…”Non esiste un identikit unico – risponde Rosina – Sono ragazzi e ragazze con storie molto diverse, ma la ricerca evidenzia alcuni fattori di rischio ricorrenti: fragilità familiari, dispersione scolastica, povertà educativa, esposizione alla violenza, disagio psichico non intercettato, gruppi di pari che rinforzano comportamenti devianti e, in alcuni contesti, la vicinanza alla criminalità organizzata. Nessuno di questi elementi determina automaticamente un comportamento criminale: molti ragazzi crescono in condizioni difficili senza commettere reati. Tuttavia, sono fattori che aumentano il rischio e che devono orientare le politiche di prevenzione e gli interventi educativi”.
Che fare, dunque? “L’esperienza ci dice che funzionano gli interventi precoci, continuativi e costruiti in rete – dice la presidente Cnoas, respingendo una narrazione che dovrebbe dimostrare la necessità di anticipare l’imputabilità – Servizi sociali, scuola, sanità, famiglia e Terzo settore devono condividere un progetto che aiuti il ragazzo a comprendere la gravità delle proprie azioni, ad assumerne la responsabilità a sperimentare contesti di vita diversi e a costruire alternative concrete. Responsabilizzare non significa solo sanzionare: significa creare le condizioni perché il comportamento cambi. Come assistenti sociali sappiamo che la sicurezza si costruisce anche così. Un intervento educativo efficace non tutela solo il minore: protegge le future potenziali vittime e rafforza la sicurezza delle comunità. Per questo investire negli interventi educativi, sociali e di cura non è un’alternativa alla sicurezza, ma una delle sue condizioni essenziali”.

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