
Un’altra aggressione e questa volta si sente il silenzio di chi – rappresentando le istituzioni, lo Stato – non perde l’occasione per chiederci dove siamo, per parlare/accusare o dimostrare solidarietà ad altre figure professionali.
Un assistente sociale, napoletano, con un curriculum dedicato al disagio e all’inclusione sociale delle fasce marginali della popolazione, è stato colpito a bastonate nel campo nomadi di Poggioreale dove era andato, tra l’altro, si legge sui media, a verificare che bambine e bambini andassero a scuola.
“Sto bene e non voglio apparire – dice l’assistente sociale parlando con la presidente dell’Ordine, Barbara Rosina che lo ha chiamato per ribadire la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità professionale – La violenza è aumentata e i mezzi a nostra disposizione sono sempre gli stessi. Ci sono situazioni di disagio nelle quali entriamo rischiando la nostra incolumità e spesso senza riuscire a produrre i risultati sperati”.
“Torneremo a parlarne insieme nei prossimi giorni – dice la presidente Rosina – Non vogliamo e non possiamo continuare a esprimerci solidarietà da soli senza che le cose cambino. Serve un Piano nazionale per la sicurezza nei servizi sociali pubblici, l’estensione delle tutele già previste per altre figure pubbliche esposte a rischio (come insegnanti e operatori sanitari) e una campagna pubblica per contrastare delegittimazione e informazioni distorte e che rilanci e renda chiara l’importanza del ruolo dell’assistente sociale”.
Riproponiamo i vademecum sulle aggressioni appena realizzati da Cnoas e Croas:
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https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/03/CNOAS_Vademecum-aggressioni-2026-GENERICO.pdf
* https://cnoas.org/wp-content/uploads/2026/03/CNOAS_Vademecum-aggressioni-2026-SOCIOSANITARIO.pdf
