Ucraina, terremoti, pandemie…quando in occhi disperati vedi la bellezza della speranza

Il viaggio del ritorno dai luoghi interessati dall’emergenza porta con sé riflessioni e nuove consapevolezze professionali. L’assistente sociale per la Protezione Civile è un ponte che unisce la straordinarietà dell’emergenza con la quotidianità dell’ordinario. E’ un ponte solido, sostenibile, innovativo e antifragile. Questa consapevolezza che si solidifica ad ogni nuova esperienza straordinaria mi ha portato nuovamente a riflettere sulla bellezza.

Una bellezza che non solo ci riguarda solo come professionisti, ma come persone che incontrano occhi di altre persone. La bellezza che incontriamo nello sguardo di chi proviene da territori dilaniati dalla ferocia dei propri simili, da territori dove la natura si è scatenata o da territori contaminati da organismi dal contagio silente. Quegli occhi che sono gli occhi della bellezza, quelli che non possono essere coperti dalle mascherine, quelli che si vedono e parlano. Negli occhi si percepiscono le emozioni nella fragilità taciuta, si respirano le storie, si odora la vita di chi li abita. La vita, le storie e le emozioni intessute nella fragilità generata dalla disperazione, dalla perdita e alimentata dalla paura.

Spesso, in quegli occhi che hanno incontrato i miei, ho visto la speranza. La speranza che tutto possa cambiare, che un paese possa rinascere o che l’accoglienza di un paese possa essere il preambolo di un futuro migliore di quello attuale. Un discorso tra occhi di persone vale più di mille parole perchè le parole, a volte, non riescono ad esprimere la vicinanza. Quando non si parla la stessa lingua o quando la disperazione è talmente forte che non si riesce a parlare si può esprimere lo stesso vicinanza, anche il silenzio esprime vicinanza, ma questo l’ho capito nel tempo. Il silenzio permette agli occhi di poter ricevere ed accogliere la profondità degli occhi dell’altro in uno scambio reciproco di parole non dette ma di emozioni palpabili.
Questo è quello che mi riporto a casa da ogni esperienza straordinaria: gli occhi della bellezza.
A.S. Elena Addessi – ASPROC