
Un sincero ringraziamento al Coordinamento nazionale delle comunità di tipo familiare per i minorenni per aver invitato l’Ordine nazionale assistenti sociali rappresentato dalla presidente del Croas Veneto, Stefania Bon, a partecipare all’evento “Comunità familiare e funzione genitoriale: la relazione con adulti di riferimento”, che si è svolto a Venezia il 23 e 24 ottobre nella sede della Fondazione The Human Safety Net.
Due giornate di studio e confronto per celebrare un traguardo significativo: 35 anni di impegno al fianco di bambine e bambini, adolescenti e famiglie. Un’occasione per ribadire che la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza è una responsabilità collettiva, che va oltre la semplice protezione.
La tavola rotonda a cui abbiamo partecipato insieme alla Federazione Nazionale Comunità Educative, Associazione Magistrati Minorili e per la Famiglia, Ministero del Lavoro e delle Polisce Sociali, Tavolo Nazionale per l’Affido, ha visto per un confronto sul presente e futuro della cura e della protezione e tutela dell’infanzia alla luce della normativa vigente e delle prospettive future.
“In questo contesto, il modello delle comunità di tipo familiare si conferma come un presidio essenziale nel sistema di tutela – ha detto la presidente Bon – Non soltanto una risorsa di prossimità, ma un luogo di relazioni autentiche, capace di offrire ai minori accolti un ambiente in cui ritrovare fiducia, stabilità affettiva e opportunità di crescita. Ogni professionista a cominciare da noi assistenti sociali, con il proprio lavoro quotidiano, contribuisce a costruire una società che mette al centro i diritti e il benessere dei più piccoli, dimostrando che il cambiamento si realizza quando ascolto, cura e azione si uniscono in un impegno concreto. Le relazioni sono il filo invisibile che lega le persone di minore età alla propria famiglia e alle figure adulte di riferimento, e che tesse il lavoro di tutti gli attori presenti nel sistema di protezione dei diritti di bambine/i e adolescenti: comunità, servizi sociali, giustizia minorile e territorio. In questo sistema le e gli assistenti sociali svolgono un ruolo attivo e responsabile. La loro presenza – ha concluso – garantisce la continuità del progetto educativo e tutela la relazione tra i minori e le figure adulte di riferimento, favorendo percorsi volti alla ricostruzione della fiducia, dell’autonomia e dell’appartenenza”.
All’evento, interessante e complesso, hanno partecipato numerose delegazioni estere perché “la protezione dell’infanzia non conosca confini”.
