
A metà tra romanzo storico e romanzo sociale, “Quando decidi di restare. Storie di generi, generazioni, generatività”, dell’assistente sociale Daniela Pisu, racconta, attraverso tre donne di tre generazioni diverse, le trasformazioni dei ruoli di genere in Sardegna.
La lavoratrice disillusa, l’emigrata forzata e la giovane determinata rappresentano le differenti modalità di risposta alle condizioni strutturali del contesto sociale ed economico dell’Isola e mostrano come l’insieme di relazioni, le norme condivise e le reti di fiducia possano agire su una rigenerazione rurale fondata sulla partecipazione attiva delle comunità.
Quando l’abbandono dei territori, come è successo in Sardegna, lascia spopolate le campagne, quando, chi non emigra verso la terraferma, si sposta verso le aree costiere o urbane, si innestano meccanismi che incidono profondamente sulla tenuta sociale delle comunità locali che continuano a popolare campagne e paesini.
Il libro di Daniela Pisu che è anche docente dell’università di Cagliari per la sede decentrata di Nuoro, incrocia varie discipline: narrazione, analisi sociologica, riflessione socio-antropologica, ed è dunque uno strumento interpretativo dei processi di trasformazione che interessano le comunità locali della Sardegna, in particolare quelle dei territori interni soggetti a fenomeni strutturali di spopolamento e declino demografico. Il focus sulle tre donne è funzionale a una più ampia indagine sui meccanismi di costruzione, conservazione e trasmissione della memoria collettiva, nonché sulle dinamiche di continuità e discontinuità tra generazioni. E lo spopolamento viene così interpretato non soltanto come fenomeno demografico, ma come processo sociale complesso, capace di produrre perdita di identità, frammentazione comunitaria e indebolimento della coesione sociale.
“Quando decidi di restare” – che ha ottenuto il terzo premio nella quarta edizione del Concorso letterario regionale “Faraglioni d’Ogliastra” – cerca di offrire una lettura critica dei processi sociali in atto nelle zone interne del contesto sardo, sollecitando una riflessione sulle responsabilità collettive nella costruzione di modelli di sviluppo territorialmente sostenibili.
