
Da Bibbiano alla famiglia nel bosco: quando la cronaca tocca vicende complesse che riguardano persone di minore età e famiglie, si riattivano narrazioni distorte per intenzione o per ignoranza nelle quali episodi singoli diventano rappresentazioni di un intero sistema.
La rivista “Animazione Sociale” pubblica i contributi della presidente Barbara Rosina, Germana Corradini (dirigente area Cura della Comunità e della Città sostenibile del Comune di Reggo Emilia), Laura Pinna (presidente del Croas Sardegna e Paolo Ferrara (dirigente Servizio Tutela Minori e legami familiari del comune di Lecco), al webinar dello scorso febbraio che ha preso spunto dal saggio di Gianni Garena pubblicato sul numero 382/2025.
Nell’articolo: “Stare dalla parte dei minori in un tempo che non ci aiuta“, Rosina si sofferma su quale debba essere il comportamento di ogni assistente sociale di fronte al ripetersi ciclico di queste narrazioni distorte. “Contrastare le semplificazioni è difficile, ma necessario – scrive Rosina – (…) ma non possiamo rimanere ostaggio delle semplificazioni. Il nostro compito è andare avanti con responsabilità e trasparenza, continuando a garantire ogni giorno la tutela dei bambini e il sostegno delle famiglie”.
“Non esistono scelte sicure, eppure siamo chiamati a scegliere – continua – (…) Ogni intervento comporta un rischio – il rischio di fare e il rischio di non fare – e la qualità della tutela si misura nella capacità di abitare questa tensione con rigore professionale, non di aggirarla. (…) Perché la tutela dei minori (…) non può essere guidata dal bisogno di autoprotezione istituzionale”.
La presidente ricorda che nella sua Regione, il Piemonte, nel 2022 è stata approvata una legge chiamata “Allontanamento zero” e che dall’entrata in vigore della legge i numeri degli allontanamenti non solo non sono diminuiti, ma sono rimasti stabili e forse persino cresciuti. “Perché – spiega – il preminente interesse del minore non può essere condizionato né dalla pressione mediatica né dal bisogno di autoprotezione istituzionale. La tutela non si negozia con il consenso popolare: si esercita con rigore”.
La conclusione è che: “…stare dalla parte dei minori oggi significa non cedere alle semplificazioni, non arretrare per paura della delegittimazione, non isolarci dalla comunità e dalle istituzioni, mantenere coerenza con i propri valori e riferimenti etici e deontologici. Quindi – conclude – non arretriamo, e non abbiamo paura di dire chi siamo e perché facciamo quello che facciamo”.
