Servizi sociali e sicurezza, Milano chiama Italia. Un podcast. Partendo da Ramy…

Prima Ramy… perché non si può prendere parte al 41esimo episodio del podcast “Innamorati di Milano” di Giulia Pelucchi e Simone Zambelli – ascoltabile su Spotify – che, partendo dai drammatici fatti avvenuti al quartiere Corvetto, s’interroga sui servizi sociali a Milano, senza parlare della morte di un ragazzo di 19 anni.

E non lo fa Simona Regondi, segretaria del Croas della Lombardia, che nei 13 minuti di scambio con i conduttori su “Il lavoro delle assistenti sociali e gli interventi di coesione sociale a Milano”, comincia proprio da Ramy Elgaml –  morto il 24 novembre dello scorso anno  in un incidente avvenuto mentre era a bordo di uno scooter guidato da un amico dopo un inseguimento di otto chilometri da parte di tre pattuglie dei carabinieri – dalla compostezza della sua famiglia, dalla reazione dei suoi amici.

Non ci sono valutazioni sugli scontri avvenuti durante le manifestazioni organizzate per chiedere verità sull’episodio e sfociate in disordini, che hanno riportato il confronto sulla sicurezza con la presentazione anche di proposte di legge attinenti la protezione delle forze dell’ordine, ma l’assistente sociale Regondi non sfugge il tema.

“Tutti vorremmo vivere in una città sicura – dice Simona – ma come si costruisce la sicurezza? Realizzando presidi sociali o puntando su azioni securitarie? Faccio parte di una professione che insiste sui primi, ma è la politica a finanziare l’uno o l’altro intervento e penso che le seconde innalzino ancora di più muri, isolino le persone”.

Poi uno sguardo su Milano, meno inclusiva, negli ultimi anni, secondo l’assistente sociale: “Abbiamo aperta un’interlocuzione con il Comune perché a fronte dell’assunzione nelle forze dell’ordine di oltre 300 persone – aggiunge – si intervenga sul sociale. Le persone che ci scrivono, raccontano delle difficoltà delle prese di contatto con i servizi sociali.  La vulnerabilità e quindi le fragilità sono cresciute. Abitare a Milano è diventato difficile anche per i costi delle abitazioni e mi piacerebbe che non fosse così. Vorrei che la mia città della quale sono davvero innamorata, tornando al titolo del podcast, tornasse ad essere accogliente e aperta perché ha le competenze anche nel Terzo Settore e le professionalità giuste per esserlo. E’ milanese chi vive a Milano e nessun’altra distinzione deve avere senso”.

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