Sanita’ e Sociale in Calabria: carenze e proposte, parla il Croas

Il tema dell’integrazione socio-sanitaria in Calabria visto insieme da una prospettiva critica e propositiva. Attraverso l’analisi delle norme esistenti e  delle politiche in atto, in un lungo e dettagl0911iato articolo pubblicato su “Welfare Oggi”  si dà voce a operatori del territorio, a cominciare dal presidente del Croas Calabria, Danilo Ferrara che parla insieme ai consiglieri Pantaleone Sbarra e Sonia Bruzzese (Commissione Politiche Sociali e Rapporti Istituzionali) e a esperti provenienti sia dal sistema istituzionale che dal Terzo Settore.
L’obiettivo dell’articolo “L’integrazione socio-sanitaria in Calabria: sfide, criticità, strumenti, politiche e pratiche per un sistema sostenibile”, curato da Luigia Barone, avvocato e socia di Co.Me.Te. Asp, è quello di far emergere, accanto alle persistenti criticità strutturali e organizzative, le pratiche virtuose sviluppate localmente per individuare percorsi sostenibili per un’effettiva integrazione tra ambiti sociale e sanitario.

Secondo l’ultimo report del Ministero della salute, pubblicato il 15 luglio 2024 e relativo all’anno 2022, la Regione Calabria è risultata inadempiente in due delle tre aree valutate.

  • PREVENZIONE: la Calabria ha ottenuto un punteggio insufficiente di 36,59, ben al di sotto della soglia di adempienza di 60 punti, causa la mancanza di programmi efficaci di prevenzione e promozione della salute, con particolare riferimento alle vaccinazioni e agli screening.
  • RISORSE E FINANZIAMENTI: la Calabria è sottoposta a piani di rientro per ristabilire l’equilibrio economico-finanziario, ma le risorse disponibili sono spesso insufficienti per garantire un’adeguata erogazione dei servizi. Queste criticità richiedono interventi mirati e un monitoraggio costante per migliorare l’erogazione dei LEA in Calabria e garantire un accesso equo e adeguato ai servizi sanitari per tutti i cittadini.
  • ASSISTENZA OSPEDALIERA: questa l’unica area in cui la Calabria ha superato la soglia di adempienza, anche se elevata rimane la mobilità sanitaria con conseguente ulteriore aggravio economico per la Regione. Il Croas Calabria ha avanzato diverse proposte per migliorare l’assistenza e l’implementazione dei LEA nella regione al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi socio-sanitari, garantendo un accesso equo e adeguato ai LEA per tutti i cittadini.

“Le priorità che riguardano la nostra Regione sono svariate a partire dalla questione Sanità – spiega il presidente Ferrara –  Come ben sappiamo, infatti, la gestione del servizio sanitario è uno dei compiti fondamentali che spetta alle Regioni e il funzionamento della sanità assorbe, in Calabria, il 78% di tutta la spesa corrente del bilancio regionale. Nonostante questo sono migliaia infatti i calabresi che, per potersi curare, annualmente sono costretti a spostarsi. Nonostante anni di commissariamento, l’emigrazione sanitaria non frena la propria corsa e ha determinato in media un esborso di circa 284 milioni di euro all’anno che vanno ad incidere pesantemente sulle casse della nostra Regione. Pensate, tanto per citare un esempio, che la Neuropsichiatria infantile è costretta ad effettuare ricoveri esclusivamente fuori Regione, per mancanza di strutture ad hoc sul territorio. Esistono, naturalmente, eccezioni ed esempi virtuosi, ma in generale, le criticità comportano gravi disagi ai calabresi che, di fatto, non vedono garantito il proprio diritto alla salute allo stesso modo degli altri cittadini italiani, diritto sancito, ricordiamo, dall’art. 32 della nostra Costituzione”.
“Migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari è dunque un obiettivo fondamentale e indifferibile, nonché un segnale di civiltà – continua – È preoccupante che si stia assistendo anche ad una graduale scomparsa della figura dell’assistente sociale all’interno del comparto sanitario a seguito dei pensionamenti e al blocco delle assunzioni. Pensiamo ai Servizi Sociali Ospedalieri, ai Consultori, ai CSM, ai SERD, alle NPIA, agli SPDC e in genere a tutti i servizi sociosanitari. A tal proposito, anche grazie alle sollecitazioni dell’Ordine degli Assistenti Sociali e ad una vera e propria class action dei vari stakeholder a favore del diritto alla salute, dei LEPS e dei LEA, finalmentele ASP e le Aziende Ospedaliere calabresi hanno bandito nuovi concorsi e avvisi pubblici per il profilo di assistente sociale, anche se il crescente bisogno non è stato ancora pienamente colmato”.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO su WELFARE OGGI