
Due città, interlocutori e platee diverse, un solo tema e lo stesso impegno: essere al fianco di bambine, bambini e adolescenti e a supporto delle loro famiglie soprattutto nelle situazioni più complesse di fragilità e vulnerabilità.
A Roma, con la consigliera Nunzia Bartolomei abbiamo partecipato all’evento di Save the Children che da ieri al prossimo 22 maggio apre con “IMPOSSIBILE 2022”,uno spazio di confronto con l’obiettivo di condividere proposte e interventi concreti per superare le disuguaglianze che la pandemia ha generato o aggravato.
“Soltanto lavorando insieme con lo stesso obiettivo possiamo prevenire e intercettare situazioni già difficili che possono soltanto aggravarsi – ha detto Bartolomei – Ma il lavoro di rete è intanto un fatto culturale e dobbiamo capire se vogliamo metterlo in pratica partendo dai diritti dei bambini o da quello dei professionisti, dell’organizzazione. Il solo concepibile è il primo! L’approccio integrato è l’unico che restituisce unitarietà all’intervento, nel rispetto dell’unicità della persona che ha diritto a progetti personalizzati. L’alternativa sono le prestazioni standardizzate che rendono il minorenne dipendente dal sistema. L’assistente sociale per formazione (multidisciplinare ) e per la specificità di ruolo – ha concluso – è il profilo professionale che può avere la regia dei percorsi di accompagnamento e promuovere connessioni ai vari livelli”.
Davanti, soprattutto a magistrati ed avvocati, l’intervento della consigliera Erika Tognaccini a Milano al convegno nazionale “Bambini e ragazzi in tribunale” organizzato dalla Camera minorile di Milano e dall’Unione delle Camera minorili. “Fermi restando l’obbligo del superamento della disomogeneità e il miglioramento della formazione e specializzazione di tutti i professionisti coinvolti, a cominciare da noi – ha detto Tognaccini – il ruolo dell’assistente sociale, anche nelle fasi di intervento determinati dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria, è quello di accompagnamento verso il superamento delle difficoltà che hanno compromesso le competenze genitoriali, affievolito le capacità protettive all’interno della famiglia e quindi messo a rischio il benessere delle persone di minore età. Al di là delle strumentalizzazioni e delle false notizie diffuse senza alcun controllo – ha concluso – i provvedimenti limitativi della responsabilità genitoriale non vengono mai adottati per la mera indigenza economica del nucleo familiare”.
