Ignoranza reale o colpevole, strategia politica alla ricerca di consenso nell’esaltare o denigrare la misura, pregiudizio o convinzione: chi è povero lo è per colpa sua. A tre anni di distanza dal suo avvio il Reddito di Cittadinanza è al centro di un dibattito estremo alimentato da domande, dubbi e affermazioni troppo poco o per nulla ancorate alla realtà. Anche nel “non voto di fiducia”, la cosiddetta “stretta” sul RdC ha avuto la sua parte.
Da sempre, come assistenti sociali, sosteniamo misure che intacchino lo zoccolo duro della povertà assoluta o relativa che nel nostro Paese non accenna ad abbassarsi. Anzi, s’innalza man mano che le difficoltà, dentro e fuori dall’Italia, pesano sulle spalle di chi non ha alcuna energia per reagire.
Abbiamo dedicato due momenti di confronto a “Povertà ed Esclusione” e a “Lavoro e Dignità” e, proprio in questo secondo appuntamento – a Torino il 17 giugno – abbiamo avuto il piacere di ospitare la professoressa Chiara Saraceno che ha presieduto il Comitato scientifico di valutazione del Reddito di cittadinanza voluto dal ministro del Lavoro e degli Affari Sociali, Andrea Orlando. Il suo intervento, le sue risposte alle domande davanti a una platea di 250 persone e di circa 2000 assistenti sociali collegate/i on line, hanno dipanato dubbi e aperto spiragli.
Per questo diffondiamo volentieri il dossier preparato dal Comitato che con 10 domande e altrettante risposte, prova a fornire dati e argomentazioni per un dibattito senza pregiudizi.
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