
Il presidente degli assistenti sociali: palliativi e compromessi sulla pelle di persone in carne ed ossa
“Sul Reddito di Cittadinanza si rasenta il ridicolo, se non fosse che si parla di persone in carne ed ossa e di sofferenze concrete, mi limiterei a dire che questa ‘stretta’ dimostra che molti di quelli sul divano oggi sono al Governo e in Parlamento”.
Il presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, attacca duramente l’emendamento proposto da FI e approvato dalla maggioranza con il voto di fiducia alla Camera, ieri, al Decreto Aiuti.
“La norma che stabilisce la perdita del sussidio dopo il secondo rifiuto di un’offerta di lavoro ‘congrua’ da parte di un privato è inapplicabile ed è l’ennesima bandierina per alimentare il consueto dagli addosso al povero – dice Gazzi – Non esiste una lista di proscrizione di chi percepisce il Reddito di Cittadinanza, né può essere un privato a stabilire la congruità dell’offerta”.
“Tutti palliativi – aggiunge – compromessi inutili per accontentare ora l’una ora l’altra forza politica, che sviano sulla necessità di una riforma che abbiamo chiesto in tanti, noi che conosciamo chi davvero vive nel disagio, Caritas, Allenza contro la Povertà, o che, come la sociologa Chiara Saraceno studiamo le leggi senza paraocchi o per interessi elettorali”.
“Chiediamo ascolto e riforme vere – conclude – e subito, la cancellazione di questa norma con un altro provvedimento che affronti il tema nel suo insieme e senza preconcetti. I poveri esistono davvero, non sono merce di scambio e, come conferma l’ISTAT, senza RdC e REM sarebbero stati un milione in più”.
