
Un webinar, “Il LEPS si costruisce adesso”, interessante e partecipato – oltre 2000 assistenti sociali collegati online – promosso, lo scorso 7 luglio dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme al Consiglio nazionale Ordine Assistenti sociali e a Fnas per accompagnare gli Ambiti Territoriali Sociali in una fase importante: il potenziamento del servizio sociale professionale.
“Questa è una stagione straordinaria – ha detto la presidente Cnoas, Barbara Rosina partecipando insieme al viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci; a Concetta Storaci del Cda della Fondazione nazionale, al direttore generale Romolo De Camillis, ai dirigenti Cristina Berliri e Renato Sampogna di MLPS, Andrea Canale, asistente sociale e dirigente Comune di Reggio Calabria, ai consiglieri nazionali Elisa Concina e Danilo Ferrara – Per la prima volta il nostro Paese sta investendo contemporaneamente sui LEPS, sugli Ambiti Territoriali Sociali e sul rafforzamento della presenza degli assistenti sociali. Non possiamo permetterci di considerare questa occasione come un semplice adempimento amministrativo. È una riforma che riguarda il modo in cui immaginiamo il welfare dei prossimi decenni. (…) Il rafforzamento del servizio sociale professionale non può essere letto soltanto come un incremento numerico degli organici. È un investimento sulla capacità del sistema pubblico di conoscere i territori, leggere i bisogni emergenti, costruire reti, accompagnare le persone, sostenere le famiglie, promuovere coesione sociale e ridurre le disuguaglianze”.
“Il Leps rappresenta una conquista importante – ha aggiunto Concina – Perché afferma un principio che come professione abbiamo sostenuto per anni: il servizio sociale professionale non è un servizio accessorio. È uno dei pilastri del sistema di welfare. È uno degli strumenti attraverso cui i diritti sociali diventano concretamente esigibili. È un riconoscimento importante e gli organici sono una condizione indispensabile, ma non bastano, da soli, a cambiare il modo in cui lavoriamo. Se non cambia la cultura organizzativa. Se non cambiano le priorità dei servizi. Siamo pronti ad abitare fino in fondo questo riconoscimento? L’identità professionale non si difende rivendicandola – ha concluso – si rafforza esercitandola”.
Due ore dense di contributi e di confronto: tante domande e altrettante risposte per rendere chiara la procedura concorsuale dello scorso maggio rivolta a Comuni e ATS e finalizzata all’acquisizione della manifestazione di interesse per il potenziamento del servizio sociale professionale a livello territoriale. Ricordiamo che fino all’11 settembre 2026 ciascun Comune singolo o ATS può comunicare, tramite la piattaforma Sioss, il numero di assistenti sociali, a tempo pieno e indeterminato, che si impegna ad assumere avvalendosi del concorso nazionale e utilizzando le risorse finanziarie di cui già dispone.
