QUERELE E LETTERE: per la verità, per noi, per chi arriva al servizio sociale

Una parlamentare, una trasmissione televisiva con tanto di conduttore giornalista professionista, una blogger. Quattro le querele decise nell’ultima riunione del Consiglio nazionale. Quattro querele che si aggiungono a quelle dello scorso dicembre  per tornare a ribadire la salvaguardia della professione e di ogni assistente sociale e per combattere, con i mezzi legali, l’ondata di disinformazione e attacchi gratuiti.

Quattro querele che non fermeranno l’ignoranza, la colpevole diffusione di notizie false, il calcolo politico, razzismi e pregiudizi. Non fermeranno le reti tv, i quotidiani, i social dove chiunque può scrivere quello che vuole a meno che la piattaforma non lo blocchi.

“Stiamo preparando anche le lettere ufficiali per la Rai che, lo ricordiamo ai suoi dirigenti, è ‘servizio pubblico’ e per le altre reti, private,  che veicolano informazioni parziali che danneggiano noi, trasformandoci spesso in bersagli, ma soprattutto, colpiscono il servizio sociale e chi vi si avvicina, ovvero i più fragili senza difesa – aggiunge la presidente Barbara Rosina – Il nostro migliore biglietto da visita è il nostro impegno quotidiano, per questo invito le colleghe e i colleghi a continuare a sentirsi comunità e mostrare quanto siamo fondamentali per la tenuta di questo Paese. Noi,  a differenza delle persone che abbiamo querelato e di tutte e tutti quelli che insultano senza che nessuno li fermi, non parliamo. Facciamo. Facciamo quello che dice l’articolo 3 della Costituzione, ‘rimuoviamo gli ostacoli’ perché i diritti siano di tutti. Ma c’è chi i muri, gli ostacoli li costruisce, li mette da sempre per ignoranza, per calcolo politico o economico, per pregiudizio”.