Protocollo Cnoas/Save The Children: per bambine e bambini, sempre

Una collaborazione che si rinnova, un’intesa fondamentale perché Cnoas e Save The Children stanno, da sempre, dalla stessa parte per la tutela di bambine, bambini e adolescenti e la promozione del loro benessere.

La Presidente dell’Ordine, Barbara Rosina e la Direttrice delle relazioni istituzionali di Save the Children, Giorgia D’Errico, si sono incontrate, venerdì 23 luglio, negli uffici del Consiglio nazionale per la firma del protocollo che avrà la durata di tre anni. Insieme alla vicepresidente, Mirella Silvani e ad Arianna Saulini, Alliances & Networks Relations Manager, hanno condiviso l’importanza di lavorare insieme non soltanto sui temi che impegnano assistenti sociali e professionisti del Terzo settore, ma anche nell’individuare nuovi ambiti di collaborazione capaci di intercettare bisogni emergenti e di rafforzare la qualità delle risposte offerte ai territori.

“Tra le prospettive che abbiamo condiviso – dice Rosina –  c’è anche quella di sviluppare riflessioni e iniziative dedicate al sostegno delle competenze genitoriali delle donne detenute. È un tema che richiama il diritto dei bambini a mantenere relazioni significative, la tutela della genitorialità e la necessità di costruire percorsi che tengano insieme protezione, inclusione e reinserimento sociale. Sono sfide complesse che richiedono competenze, lavoro di rete e una forte collaborazione tra istituzioni, professionisti e Terzo settore”.

“È fondamentale realizzare momenti di scambio e confronto a partire dalle esperienze e dalle esigenze che emergono dai territori – aggiunge Giorgia D’Errico – nonché sui temi di comune interesse quali il contrasto alla povertà educativa, il supporto alla genitorialità fin dai primi mille giorni di vita e la protezione e tutela dei minori presenti sul territorio italiano. Attraverso tali occasioni di dialogo e condivisione sarà possibile rafforzare le reti territoriali e promuovere interventi integrati, inclusivi e sostenibili, capaci di generare un impatto positivo e duraturo a beneficio delle comunità e delle nuove generazioni”.

“Insieme – conclude la presidente Cnoas – abbiamo già fatto un po’ di strada, ma la protezione di chi non può farcela da solo, è un percorso senza fine. Anche sul disegno di legge governativo che prevede l’imputabilità delle persone di minore età, condividiamo l’opinione che la sfida complessa della violenza giovanile  non possa essere affrontata prendendo a modello la giustizia degli adulti. Confrontarci  e discutere su quanto riguarda bambine e bambini e adolescenti è fondamentale per segnare la differenza mentre sembra prevalere un’opinione esclusivamente punitiva”.

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