
“Li abbiamo ascoltati: i familiari che accudiscono disabili o malati mentali e non riescono a mantenere il lavoro, le donne vittime di violenza costrette ad assentarsi, le ragazze e i ragazzi che escono da un percorso di tutela ai quali non è assicurato un cammino lineare nello studio perché niente nella loro vita è stato lineare, i precari a vita, i migranti sfruttati dai caporali… Chiedono flessibilità oraria, formazione e un tragitto di studi senza pensieri, protezione e mantenimento dell’occupazione. Il salario minimo sarebbe il massimo, ma non arrivano ad avere neanche il salario!”.
Barbara Rosina, vicepresidente dell’Ordine degli assistenti sociali, ha aperto a Torino la seconda conferenza nazionale dedicata a “Dignità e Lavoro”.
“Chiediamo al ministro Orlando, alle parlamentari, a chi studia e contribuisce al formarsi delle leggi – ha continuato – a non innamorarsi delle parole e degli slogan, ma a proteggere davvero i più fragili. Non facciamo altri errori come sull’importante RdC che per funzionare davvero deve intercettare chi non arriva neanche a chiederlo. Ora non fermiamoci all’esaltazione della direttiva UE perché ci sono situazioni nelle quali il lavoro non rende liberi e la retribuzione è così misera o così difficile da ottenere, che le persone sono costrette a mettere a repentaglio il loro decoro, la loro sicurezza e la loro rispettabilità.”.
Alla Conferenza presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali di Torino hanno partecipato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando (video-intervento), Antonio Boccuzzi (già operaio ThyssenKrupp, sindacalista, parlamentare),Tiziana Ciampolini (Ad S.nodi), Alessia Congia, (assistente sociale), Valeria Fedeli (Commissione Lavoro Senato della Repubblica), Renata Polverini (Commissione Lavoro Camera dei deputati), Jacopo Rosatelli (assessore alle Politiche Sociali comune di Torino), Chiara Saraceno (sociologa).
“Abbiamo sentito parole importanti – ha detto il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Gianmario Gazzi – Ci aspettiamo che questa giornata di ascolto e scambio porti a dei risultati. Ci aspettiamo che le buone leggi che abbiamo vengano applicate, che i controlli scardinino sacche di caporalato e proteggano da incidenti e morti di chi accetta lavori insicuri. Le e gli assistenti sociali sono i professionisti a più stretto contatto con le persone più vulnerabili, sempre o in momenti particolari della vita. Ascoltateci e dateci gli strumenti per fare bene il nostro lavoro”.
