Progetto di vita: il nostro impegno quotidiano al 1° convegno internazionale

C’eravamo anche noi, con la vicepresidente Mirella Silvani e la consigliera segretario, Erika Tognaccici al primo Convegno internazionale che, a Torino, ha messo al centro ieri e oggi, il tema del progetto di vita come strumento di attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.

Rispondendo al titolo della manifestazione: “Su base di uguaglianza”, insieme all’Università degli Studi di Torino e Fondazione Time2, con rappresentanti istituzionali di rilievo nazionale e internazionale e persone esperte, abbiamo portato il contributo della professione di assistente sociale che nei territori, in molti servizi – Comuni, Asl, enti del Terzo Settore – incontra le persone con disabilità.

“Siamo in un momento cruciale del percorso per dare attuazione nel nostro Paese alla Convenzione Onu e alla Legge 227/2021, una fase nella quale serve l’impegno di tutti perché le istituzioni, le organizzazioni, i professionisti, gli operatori, le persone con disabilità e le loro famiglie assumano pienamente un nuovo approccio: quello dei diritti nei diversi settori, scuola, lavoro, formazione, salute , socialità – ha detto la vicepresidente Cnoas – Certamente il cambiamento culturale non è ancora avvenuto , richiede tempo , ma è cominciato, lo troviamo in tanti progetti che incrociamo nei territori e nelle attività messe in campo da colleghe e colleghi, e non si torna indietro. Il cambiamento va sperimentato, praticato, narrato, servono interventi formativi, nuove competenze, rispetto ai quali le Università possono giocare un ruolo rilevante, un nuovo modo di disporre delle risorse e immaginare i servizi”.

Nell’intervento di oggi, Erika Tognaccini ha sottolineato l’impegno del Cnoas nell’elaborazione di un documento di posizione sul tema della disabilità che tiene conto della legge 227/2021 e del Decreto Legislativo 62/2024. “Abbiamo messo a punto, Consiglio nazionale e consigli regionali, un decalogo frutto dell’ascolto continuo delle persone con disabilità, delle famiglie, delle associazioni, dei diversi esperti per esperienza- Si tratta – ha detto – di un manifesto politico attraverso il quale l’intera comunità delle e degli assistenti sociali definisce il proprio mandato professionale e deontologico. Nel decalogo affermiamo che il nostro impegno quotidiano all’interno dei servizi sociali, sociosanitari e sanitari sia pubblici che privati, è orientato all’accompagnamento delle persone, delle famiglie e delle comunità verso il riconoscimento dei diritti di tutti in spazi di vita realmente accessibili”.