POLITICHE SOCIALI: seminario dell’Osservatorio Cnel sul Piano Nazionale

Cosa serve oggi ai cittadini, alle famiglie, alle comunità per poter contare su servizi sociali accessibili, giusti, tempestivi, capaci di accompagnare i bisogni, di prevenire le fragilità, di promuovere inclusione?

A queste domande, fin in dal 2017, anno di introduzione del Reddito di Inclusione, cerca di rispondere il lavoro di squadra tra il MLPS, le istituzioni, le parti sociali, il CNOAS e l’Osservatorio Nazionale per i Servizi Sociali Territoriali del Cnel che oggi ha organizzato il seminario dal titolo: “Piano nazionale degli interventi e dei servizi sociali 2024-2026: la partecipazione sociale per la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni”.

L’Osservatorio, nel quale la presidente del Cnoas è presente in qualità di esperto, coordinato dal consigliere Cnel Alessandro Geria, ha voluto così approfondire il quadro di riferimento e i contenuti della programmazione sociale nazionale, contenuta nel Piano nazionale, di cui abbiamo già scritto lo scorso maggio.

“Abbiamo dato il nostro contributo all’evoluzione delle misure di rinforzo dei servizi sociali e sulla supervisione professionale – ha spiegato Barbara Rosina nel suo intervento – Un lavoro che è stato pubblicato nel Quaderno CNEL n. 28 “Focus sui servizi sociali di assistenza domiciliare, sul servizio sociale professionale e sui servizi educativi alla prima infanzia, in rapporto ai livelli essenziali delle prestazioni sociali”, e che, appena disponibile, condivideremo con la comunità professionale. Ci aspettano sfide importanti: l’inserimento di nuove figure professionali negli ATS e nei Comuni, il lavoro sulla cartella sociale informatizzata che dovrà prevedere la collaborazione degli assistenti sociali, la definizione delle linee guida per servizi di urgenza sociale. Un elemento fondamentale deve essere l’avvio di collaborazioni strutturate con il mondo della Salute – ha insistito – Non possono esserci sovrapposizioni di competenze o vuoti colmati da risorse che devono essere dedicate alle politiche sociali. Siamo d’accordo sul fatto che il supporto alle famiglie ed alle persone di minore età sia un Leps, ma non possiamo dimenticare l’urgenza di rinforzo dei consultori famigliari, luogo privilegiato per la prevenzione ed il supporto alle donne e alle famiglie, così come il livello essenziale dimissioni protette deve essere realizzato in collaborazione e non in sostituzione degli interventi sanitari”.

La presidente dell’Ordine dopo aver ricordato l’importanza dell’Osservatorio – contribuisce in modo sistematico, documentato e dialogico alla costruzione di una governance fondata sui dati, sull’ascolto dei territori e sulla valorizzazione delle professioni sociali – e del Piano Nazionale – permette una programmazione triennale degli interventi con la certezza delle fonti di finanziamento ed una definizione delle caratteristiche dei LEP di sistema e di interventi di supporto alle persone in situazioni di vulnerabilità -, ha richiamato a un’ “alleanza, alla corresponsabilità e all’impegno comune per un modello di Welfare che non lasci indietro nessuno. Siamo disponibili – ha concluso – a contribuire, con dati, competenze, esperienze, alla costruzione di politiche sociali più efficaci e umane. Il Servizio Sociale professionale è un attore fondamentale per garantire equità di accesso, personalizzazione degli interventi, continuità delle risposte. È proprio da questa prospettiva che intendiamo continuare a portare il nostro contributo nei tavoli istituzionali, e all’interno dell’Osservatorio”.