PNRR3: La strada è ancora lunga per la giustizia sociale.
Noi ci siamo

IL VIDEO DEL WEBINAR 

Un tema di grande complessità, riforme in itinere che possono segnare anche le sorti delle risorse che arriveranno al nostro Paese con il PNRR. Al tema Giustizia e Servizio Sociale è stato dedicato il terzo webinar di approfondimento dell’Ordine sull’Italia del dopo Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che ha coinvolto un numero sempre crescente di professionisti assistenti sociali.  Introdotti dalla vicepresidente Barbara Rosina e coordinati dal consigliere Claudio Pedrelli, il sottosegretario di Stato, onorevole Paolo Francesco Sisto;  le onorevoli Stefania Ascari e Debora Serracchiani; il professor Franco Prima;  il senatore Giacomo Caliendo e l’onorevole Roberto Turri hanno parlato del presente piuttosto difficile e disegnato un futuro che può spaventare per gli “enormi cambiamenti” possibili, ma che non deve diventare  una “occasione persa”.

Tanto da fare se per 19mila indagini, 15mila utenti sottoposti alla messa alla prova, 63mila esecuzioni penali esterne, 21mila procedimenti in corso su minorenni  400 dei quali sono in carcere, ci sono soltanto 1600 assistenti sociali – gli ultimi sono stati assunti nel 2019 dopo 18 anni – ; se  molte delle strutture penitenziarie sono invivibili; se i costi di una giusta difesa non possono essere sopportati da molti cittadini…

La missione 5 del PNRR non dispone fondi per l’assistenza ai detenuti, ma si sofferma soltanto sull’edilizia penitenziaria, ma le riforme incardinate nei due rami del Parlamento possono intervenire su problemi antichi, dalla durata dei processi, alla giustizia riparativa, alla salute mentale…

“Costruire un senso per le persone per cui lavoriamo, rafforzare la percezione collettiva di sicurezza sono i nostri obiettivi – hanno ribadito Rosina e Pedrelli – Servono risorse, assunzioni non precarie, formazione adeguata con il riordino dei piani di studio, dottorati, master su aree specifiche, ricercatori e docenti assistenti sociali incardinati nelle università. Siamo capaci di progettualità sociale. I decisori ci ascoltino e noi siamo pronti ad aiutarli per realizzare insieme quella giustizia sociale che, come abbiamo ascoltato in queste due ore di confronto, è ancora lontana”.