PNRR: Infrastrutture sociali per il Sud, impegno senza barriere politiche


Al webinar degli assistenti sociali la ministra Carfagna, IV, FDI, PD e M5S. Gazzi: “Costruiamo una squadra per i diritti delle persone”

L’impegno a correggere la norma che non concede incentivi a quei territori che hanno meno di un assistente sociale ogni 6500 abitanti da parte della ministra per il Sud, Mara Carfagna;  l’obiettivo, del presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone,  per una legge sui caregiver “perché le risorse sul tema della disabilità non bastano mai”;  la mano tesa,  senza risparmiare critiche su ritardi e sottovalutazioni,  della vicepresidente del gruppo di FDI della Camera, nonché vicepresidente della provincia di Catanzaro;  Wanda Ferro,  perché il  “PNRR contenga la rinascita delle infrastrutture sociali”;  la dedizione perché “lavoro e politiche sociali” viaggino insieme come aveva fatto da ministra, della senatrice Nunzia Catalfo;  l’attenta disamina dell’onorevole Ubaldo Pagano sulle due italie e la battaglia, mai interrotta dalla commissione Bilancio di Montecitorio, per la stabilizzazione di chi lavora per arginare i disagi.

Una mattinata densa di impegni che la politica ha preso davanti a oltre 4000 assistenti sociali – sulla piattaforma per i crediti formativi, su FB e YouTube –  che da ogni parte del Paese hanno seguito il webinar: “Sud e infrastrutture sociali. Quale Italia dopo il PNRR?” organizzato dal Consiglio Nazionale degli Assistenti sociali.

“Abbiamo sentito parole importanti e ringrazio tutte e tutti, a partire dalla ministra Mara Carfagna per il riconoscimento del lavoro delle e degli assistenti sociali che in questa pandemia, come ogni giorno, sono protagonisti di una resistenza in tutti i campi più difficili – ha detto il presidente Gianmario Gazzi, concludendo un dibattito condotto dal consigliere Cnoas, Corrado Parisi –  Il PNRR è uno strumento fondamentale per costruire e recuperare il gap di anni, ma serve un lavoro quotidiano e attento perché le nostre proposte vengano ascoltate ogni volta che si discute di interventi che devono contribuire a realizzare l’Italia più equa,  più giusta, più inclusiva, più solidale. Continueremo a bussare alle porte di chi, come già aveva fatto in passato, ha dato la propria disponibilità. E chissà, che come è successo oggi con questo webinar, senza annullare le differenze politiche, non si possa creare una squadra impegnata nelle politiche sociali e per i diritti delle persone”.