
Lavoro come assistente sociale presso un ente del Terzo Settore dove opero nel campo della disabilità.
Disabilità è il termine chiave di questo racconto.
L’essere persona con disabilità riconosce al soggetto il possesso di un’abilità diversa rispetto ad altri, un’abilità differenziata, ma non annullata.
Persona con disabilità è il termine che nel tempo si è sovrapposto, quasi interamente, a quello giuridico, ma denigrante, di handicappato.
La fruizione dei diritti delle persone con disabilità passa attraverso il riconoscimento di uno status, in questo caso quello di handicappato. Tale riconoscimento è condizione imprescindibile per la fruizione dei diritti relativi all’assistenza e all’integrazione sociale invocati dalla legge 104/1992, ossia dalla ‘Legge quadro per l’assistenza…delle persone handicappate’, una legge emanata quasi trentadue anni fa.
Sono stata sempre restia all’utilizzo del termine handicappato e lo sono stata sempre di più, fino a quando ha prevalso la decisione di fare qualcosa.
Così ho lanciato un appello su un quotidiano, pubblicato il 18 dicembre 2021. L’ appello è stato raccolto dall’onorevole. Daniela Cardinale la quale, sostenendo la mia causa, si è attivata presentando un’interrogazione al ministero competente.
Nel frattempo, in data 30 dicembre 2021, è stata emanata la legge di delega al Governo in materia di disabilità e la richiesta di modifica della terminologia utilizzata aderiva perfettamente allo spirito della nuova normativa.
Lo scorso 3 novembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, due decreti in attuazione delle indicazioni imposte dalla legge delega.
Qualche giorno dopo, si è potuto leggere con grande sollievo, che il primo di questi decreti ha previsto, tra l’altro, la revisione dell’art. 3 della legge n. 104/1992, sostituendo i termini legati all’’handicap’ con quelli di ‘ condizione di disabilità’ come base per esercitare i relativi diritti.
E’ stata una grande soddisfazione. L’ho considerata una piccola conquista per chi versa in condizioni di disabilità. Ma se si pensa che le parole sono il riflesso di un pensiero, la conquista non è stata poi così piccola come appare.
__________
Concettina Genuardi, Sicilia
