
Più ricchi e…più poveri. Mentre s’insedia il nuovo presidente degli Stati Uniti che raccoglie nel suo governo gli uomini più facoltosi del mondo, Oxfam (confederazione internazionale di organizzazioni no profit che si dedicano alla riduzione della povertà mondiale) ci ricorda l’acuirsi delle diseguaglianze in ogni angolo del pianeta. E non va bene neanche da noi in Italia se a metà dell’anno appena chiuso il 10% più ricco dei nuclei familiari possedeva oltre otto volte la ricchezza della metà più povera delle famiglie.
“I dati non ci stupiscono – commenta la presidente dell’Ordine Barbara Rosina – perché nei nostri uffici vediamo arrivare sempre più persone che fino a qualche tempo fa erano in grado di farcela e oggi non più. Non si tratta soltanto di nuclei che da sempre vivono in condizione di disagio, ma anche di nuove situazioni determinate dal lavoro povero, da malattie che producono solitudine e necessità di interventi sanitari, dall’invecchiamento della popolazione”.
La presidente dell’Ordine ricorda le misure di contrasto alla povertà: “Le abbiamo chiamate in molti modi – dice – ma sono palliativi. Utili, ma palliativi. E’ confermato che l’Assegno di Inclusione abbia comportato una contrazione del 37,6% del numero dei nuclei beneficiari rispetto al Reddito di cittadinanza, ma noi chiediamo da sempre alla politica, a chi si alterna dove si decide, di investire nei servizi e nelle persone e non nei bonus. La legge sull’autonomia differenziata – conclude – ci preoccupa perché si pone in netta antitesi ad un’azione di contrasto alle disuguaglianze. Nonostante il silenzio dei decisori, nonostante la sottovalutazione mediatica, continuiamo a lavorare e ad impegnarci ogni giorno per modificare quello che sembra un processo inarrestabile e magari poter un giorno leggere un rapporto che dica: meno ricchi, meno poveri!”.
