NON AUTOSUFFICIENZA: ecco il piano 2025-2027, “Garantire continuità”

Tre miliardi di euro complessivi: 982 milioni per il 2025, 934 per il 2026 e oltre un miliardo per il 2027, risorse che, per le persone, diventeranno assistenza domiciliare, sostegno alla vita indipendente, inclusione sociale.  In Conferenza unificata, lo scorso 18 marzo, è arrivata l’intesa per il Piano nazionale per la non autosufficienza 2025-2027,  una sorta di ponte tra la programmazione attuale e il nuovo assetto normativo ancora in fase sperimentale.

Riservandoci un’analisi più dettagliata che tenga conto della capacità di attuazione e del reale sblocco dei fondi, sottolineiamo le novità, la prima delle quali riguarda la platea dei destinatari perché il piano si rivolge esclusivamente alle persone con disabilità in condizione di non autosufficienza fino ai 70 anni rimandando gli over 70 all’attuazione della legge 33 del 2023, ovvero al “Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana”  che, ha assicurato la viceministra Bellucci, è di “prossima approvazione”.

Altra novità è l’introduzione di soglie Isee più alte rispetto al passato per l’accesso ai servizi nelle situazioni di maggiore gravità. Per le persone con necessità di sostegno elevato o molto elevato, le soglie di accesso non possono essere infatti inferiori a 50mila euro, elevati a 65mila euro per i beneficiari minorenni. Un innalzamento voluto per non escludere famiglie con disabili gravi che non si trovano in condizione di povertà, ma che sostengono costi assistenziali molto elevati.

Cambia anche il criterio per la ripartizione delle risorse tra le regioni. L’80% dei fondi difatti viene definito sulla base della popolazione anziana; il 10% sui titolari di indennità di accompagnamento; il restante 10% sulle persone con certificazione ex articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992.
E’ confermato il finanziamento di 50 milioni per il personale sociale dei PUA, per assicurare l’integrazione sociosanitaria già nella fase di accesso e la valutazione multidisciplinare nelle situazioni complesse.

Una quota di 14,64 milioni annui è destinata al Progetto di Vita, in particolare per i progetti di vita indipendente: “Lavoriamo instancabilmente perché si esca dalla logica dei servizi standardizzati – commenta il Cnoas – Ma, al di là dei proclami, le differenze territoriali e le risorse disponibili restano un problema. Mentre guardiamo positivamente all’approvazione del Piano, continueremo a vigilare perché sia garantita e rafforzata la continuità ai progetti già avviati che sostengono persone con disabilità, gli anziani non autosufficienza e le loro famiglie”.

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