Servizi e reti sociali per arginare le povertà

Non molti anni fa, il 17 ottobre del 1987, a Parigi, in piazza Trocadero, si riunirono spontaneamente oltre 100mila persone. Manifestavano contro la povertà. Fu quella manifestazione la scintilla che mosse, nel 1992, le Nazioni Unite. Oggi, dunque, ricorre la Giornata internazionale contro la povertà.

La pandemia che ci travolge e stravolge ogni angolo del mondo ha fortemente aggravato il problema delle diseguaglianze e ha aumentato la povertà facendo crescere il divario tra poveri e ricchi. Il Rapporto OXFAM del 2019 riporta che 26 individui possedevano la stessa ricchezza dei 3,8 miliardi di persone che costituivano la metà più povera della popolazione mondiale. Il nuovo Rapporto rivela che la pandemia produrrà mezzo miliardo di nuovi poveri, mentre la ricchezza finanziaria di 25 miliardari è aumentata di 255 miliardi di dollari in poco più di due mesi.

Così dicono i numeri che si riferiscono al mondo. E in Italia? I dati ISTAT pubblicati a giugno del 2020, riferiti al 2019, ci dicono che sono 1,7 milioni le famiglie italiane in condizione di povertà assoluta, 4,6 milioni le persone che non possono acquistare i beni e le prestazioni necessarie. Essere poveri significa non poter accedere a servizi essenziali e soddisfare i bisogni umani fondamentali: sanità, acqua pulita e servizi igienico sanitari, alloggio, trasporti, scuole, università, informazione, lavoro. Si tratta di diritti inalienabili che in Italia non sono esigibili da tutti i poveri, sia da quelli che lo erano già prima della pandemia, sia da quelli che lo sono diventati a causa della pandemia.

Gli assistenti sociali più volte hanno portato proprio questo tema all’attenzione del Governo e lo hanno fatto anche in questi giorni con una missiva alla ministra del Lavoro e delle Politiche sociali perché si affronti la povertà che non sempre e non soltanto è mancanza di lavoro. Se non ci sarà una uguale distribuzione, su tutto il territorio nazionale, di servizi e reti sociali escluderemo in partenza, come avvenuto in passato, tutti coloro che sono talmente emarginati da non conoscere neppure i loro diritti.