PRIMO MAGGIO: a chi ha perso il Lavoro o spera in uno dignitoso. A noi

E’ attraverso il lavoro che la democrazia si realizza compiutamente perché è il lavoro che garantisce partecipazione, sviluppo, progresso per le persone e per l’intera società. E’ con il lavoro che si costruisce il futuro, che si accende la speranza, che ci consente di guardare con fiducia oltre le difficoltà. Sono le battaglie per i diritti dei lavoratori che hanno contribuito alla crescita delle società. È attraverso il lavoro che si esce dalla precarietà, dai margini. E la dignità del lavoro è un diritto sancito nell’art.2 della nostra Costituzione ed enunciato all’articolo 23 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

E forse mai come oggi,  quando così dolorosamente sembra essersi spezzato quel filo che unisce il passato al futuro che ci attende, è così condiviso questo stesso sentire.

Abbiamo dinnanzi a noi mesi difficili: la crisi economica che la pandemia da COVID-19 porta con sé sarà la peggiore dal dopoguerra. È concreto il rischio di contrazione di oltre un milione di posti di lavoro, così come reale è il pericolo che si manifestino nuove forme di sfruttamento, discriminazione e che si assista ad un arretramento sul piano dei diritti.

Non solo quindi è urgente che si mettano in campo misure di sostegno per l’occupazione e per reddito, ma è urgente che ogni forma di protezione si realizzi al più presto, soprattutto per i lavori poco retribuiti e poco qualificati, dove la perdita di reddito può causare un danno irreversibile. Alle misure economiche occorre che si aggiunga una solidarietà condivisa, a tutti i livelli. Solidarietà tra i cittadini, solidarietà delle forze politiche, solidarietà delle istituzioni nazionali e sovranazionali perché a ciascuno sia consentito, attraverso il lavoro, di vivere con dignità.

Noi assistenti sociali conosciamo da vicino cosa accade quando manca la certezza di un reddito sicuro, cosa accade quando senza lavoro si scivola ai margini della società, quando le famiglie non sono più in grado di garantire cibo, accesso alle cure, scuola ai propri figli. In queste settimane siamo stati accanto, come sempre, alla parte più fragile della società e tocchiamo con mano ogni giorno la paura, la difficoltà, il dolore. E sappiamo bene quali possono essere le conseguenze per l’intera società quando non si realizzano condizioni di solidarietà e di sostegno per le parte più fragile del paese: il danno è collettivo, ci riguarda tutti, e sarà inestimabile.

Il presidente del CNOAS, Gianmario Gazzi, ha voluto ricordare così la Festa del lavoro:

“Esprimo la mia gratitudine a tutti gli assistenti sociali che in queste settimane non si sono fermati mai, mettendo a disposizione la loro professionalità e le loro competenze. Oggi è il Primo Maggio, Festa del Lavoro, e voglio esprimere a tutti voi la mia gratitudine perché avete saputo, come sempre, testimoniare con il vostro impegno la forza che il lavoro imprime nella propria vita e in quella delle persone che ci stanno accanto. Una forza che mette in circolo la solidarietà, la condivisione, una forza che sorregge e aiuta anche nelle situazioni più dolorose. Dovete essere fieri del vostro lavoro al servizio di chi oggi quel lavoro l’ha perso, ma che non deve con esso perdere anche la speranza di ritrovarlo e di ottenere tutto il sostegno di cui ha bisogno ora. ”

Dedichiamo questa festa a tutti coloro che sono senza lavoro, a chi rischia di perderlo, a chi non ha tutela, a chi spera di avere presto un lavoro che gli consenta con dignità di provvedere a sé stesso, alla sua famiglia, alle persone cui è legato, ai propri figli.

A ciascuno va la nostra più autentica solidarietà.