MINORI: GAZZI “21 sistemi d’intervento e bonus, così non va”

Lavorare per costruire risposte congiunte ai bisogni delle famiglie – di tutte le famiglie – dei minorenni e dei ragazzi con protocolli chiari tra Tribunale dei minori, Tribunale ordinario, Avvocatura, Servizi del territorio superando i 21 sistemi d’intervento ed impedendo involuzioni o destrutturazioni come quelle indicate nella proposta di legge Ascari – la 2047 – sull’affido.

Lo ha detto il presidente Gianmario Gazzi intervenendo a Lecce al 38° convegno nazionale dell’Associazione Italiana magistrati per i minori e per la famiglia.

“Bisogna partire dai mutamenti della società e delle famiglie (monogenitoriali, separate, ricostituite, allargate, omogenitoriali…) –  ha esordito Gazzi  – per poter costruire un sistema di giustizia che non sia una mera applicazione di procedure. Un sistema nel quale l’assistente sociale non è un mero esecutore, né come sta avvenendo in alcuni territori, un delegato all’allontanamento urgente”.

L’assistente sociale, ha ribadito il presidente del Cnoas è  un “professionista dell’aiuto” che dovrebbe poter lavorare in un contesto che faccia della prevenzione e dell’accompagnamento il proprio impegno quotidiano.  Invece, ha constatato “le politiche indirizzate alla genitorialità sono quasi inesistenti e relegano il sostegno a formule di bonus e trasferimenti economici, certo utili, ma non risolutivi”.

Formazione di tutti i professionisti coinvolti, recupero dei servizi di consultorio, di educativa, dei centri per genitori in difficoltà, dei servizi mirati ai ragazzi – disagio psichico e dipendenze -, con l’obiettivo di migliorare il sistema e tutelare il futuro di tutte le famiglie. Ma, quando la conflittualità tra genitori arriverà ad impedire la serenità del minore bisognerà garantire un curatore speciale o un avvocato. Per tutto questo, ha concluso Gazzi, “fare squadra nelle differenze non è un male”.